La manifestazione
Cais, il bomber a digiuno di gol
Ha ereditato la stagione dei record di Scappini nel Pontedera: «Do sempre tutto»
PONTEDERA. Dopo 283' di campionato, non ha ancora trovato il gol. Il Pontedera in estate ha scelto lui per sostituire Scappini, bomber dei record, a segno 24 volte nella passata stagione. Sarà il peso dell'eredità della maglia n.9, sarà che ancora deve calarsi nel sistema di gioco granata, o magari di una semplice crisi "sentimentale", di quelle che capitano spesso agli attaccanti con il loro "amore": il gol.
Davide Cais non vede l'ora di buttarla dentro, ma sa bene che l'ultima cosa da fare è trasformare l'astinenza da gol in un'ossessione. E infatti, il 22enne di Vittorio Veneto non fa drammi: «Non sono riuscito a segnare per demeriti personali e per un pizzico di sfortuna, ma sono sereno. Ai centravanti capitano momenti così, l'importante è cercare di aiutare sempre e comunque la squadra, anche quando il gol non arriva. Do il massimo per essere d'aiuto ai compagni».
Domenica alle 18,30 i granata faranno visita al Pro Piacenza; Cais vuole segnare: «Spero di rompere il digiuno, avrei voluto segnare da subito. Se il mister mi farà giocare, domenica daro il 100%, come ho sempre fatto finora».
Ha tenuto il piede sull'acceleratore anche il Pontedera nelle prime quattro uscite. Vettori & C. hanno dimostrato compattezza, con due soli gol subiti su azione, e carattere, con due rimonte: 1-1 a Pistoia e il 3-2 con il Racing Roma di domenica: «Con il Racing non abbiamo giocato bene, ma siamo riusciti a conquistare la vittoria tirando fuori la cattiveria agonistica. Servivano 3 punti, per dare entusiasmo allo spogliatoio e vivere una settimana con il sorriso, ma senza cali di concentrazione, a Pro Piacenza sarà un'altra battaglia».
L'attaccante granata chiude con una primo bilancio sul campionato: «L'Alessandria si sta dimostrando un gradino sopra tutti, solo Cremonese e Livorno possono provare a inserirsi nella corsa alla promozione diretta. Dietro c'è equilibrio. Noi dobbiamo pensare a salvarci, poi vedremo».
Tommaso Silvi
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