Sicurezza
Quando l’omonimia dà spettacolo
Il Pontedera ha Bonaventura, il Tuttocuoio Berardi: tutti e due in luce nella gara d’esordio
PONTEDERA. Quando il nome, anzi il cognome, è identico a dividere i due sono solo le categorie, cioè gli scalini in cui è diviso il calcio. È il caso di Bonaventura (Roberto) e di Berardi (Marco), il primo in granata, l’altro in neroverde: entrambi omonimi di importanti giocatori della serie A nel Milan e nel Sassuolo.
Bonaventura. Giacomo e Roberto. Sei anni e due categorie di differenza, accomunati dal ruolo e dal cognome: Bonaventura. Sabato sera Giacomo, con la maglia del Milan, ha provato a scardinare la difesa del Napoli a suon di cambi di campo e spunti personali. C'è riuscito, ma solo in parte. Roberto, invece, domenica pomeriggio ha fatto sudare freddo più di una volta i difensori del Siena, nell'esordio in campionato del Pontedera. Mister Indiani lo ha schierato nel reparto offensivo, insieme a Caló a fare da supporto a Cais.
Giacomo e Roberto. Sviolinate dolci di un'orchestra che deve ancora imparare a suonare in armonia. Il Milan “edizione Montella” sta carburando ancora lontano dalle big. Il Pontedera giovane e sbarazzino assemblato dal dg Paolo Giovannini ha bisogno di oliare il sistema di gioco, ma è sulla buona strada. Col Siena è stato 1-1, ma si sono viste bene le potenzialità del gruppo. L'età media è bassa, ma i protagonisti sanno giocare e lo fanno con la spensieratezza di chi sa che deve rischiare per mettersi in evidenza.
E Roberto ha rischiato, divertendo e divertendosi. Due palle gol sui piedi, a inizio primo tempo e nello stesso periodo della ripresa: la mira sbagliata e i guantoni di Moschin gli hanno negato la gioia del gol, ma non hanno cancellato una prestazione più che positiva. Giacomo, l'11 settembre troverà l'Udinese, Roberto domenica prossima affronterà il Como. Entrambi non sembrano in discussione per una maglia nei primi undici. Lì, a ridosso dell'attacco, sulle mattonelle che conducono alla stanza dei bomber. Lì dove bisogna saper camminare con prudenza, usando testa e piedi.
Roberto e Giacomo: uno nato in Liguria, l'altro nelle Marche. Terre che con la fatica vanno a braccetto da sempre. Ai due Bonaventura il lavoro non fa paura: e allora tutti in campo ad allenarsi. Ci sono due favole da vivere da protagonisti.
Berardi. Si scrive Berardi si legge gol: sia per Domenico, attaccante del Sassuolo, che Marco centrocampista del Tuttocuoio che col suo puntuale inserimento senza palla ha consentito ai neroverdi (stessi colori degli emiliani), di portare via da Prato un prezioso pari nella gara d’esordio. Al cospetto dei lanieri, che presentavano due fiori all'occhiello come Antonini e Tavano, con numerose presenze in serie A, si è tolto la soddisfazione di mettere a segno il primo gol in carriera trai professionisti. Classe '96 nato a Massa Marittima, si è messo in mostra con la Fiorentina con la quale ha fatto tutta la trafila della giovanili; lo scorso anno a Pordenone ha fatto registrare 16 presenze.
A fine partita tutta la sua soddisfazione: «Sono contento di aver segnato il primo gol in carriera e per il pari esterno. In occasione della rete ho seguito l'azione e mi sono fatto trovare nel posto giusto al momento giusto. È stato importante ottenere un risultato nella gara di esordio: ci consente di accrescere autostima e fiducia in noi stessi».
La squadra di Fiasconi nella gara di Prato ha evidenziato carattere e personalità nel cercare con ostinazione il pareggio nei minuti finali, e una buona condizione fisica come conferma lo stesso Berardi: «Essendo una squadra molto giovane dobbiamo principalmente puntare sull'aggressività e sulla corsa per competere con i nostri avversari, che hanno maggior esperienza. Questa è la strada da perseguire per tutta la stagione per arrivare al nostro obbiettivo».
Tommaso Silvi
Stefano Scarpetti
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