Gioco
L’Alabastri ha chiuso ma la Volterrana riapre il “Ripaie”
Sulla decisione non ha influito l’ultima retrocessione Ora un gruppo di ragazzi riparte dalla Terza categoria
VOLTERRA. Se c'è una cosa che contraddistingue il mondo del calcio, più di ogni altra, è l'assenza di certezze. Ogni pronostico è ribaltabile. Ogni partita, ogni storia legata al pianeta pallone, può prendere un verso imprevisto e diventare storia. L'elenco delle imprese calcistiche è lungo: l'ultima, in ordine temporale, è quella compiuta dai vichinghi islandesi agli ultimi europei di calcio.
Ma nel calcio esistono anche lampi inaspettati dal sapore amaro, che spezzano tradizioni radicate. Perché anche una cittadina che ha sempre pasteggiato a pane e stadio, può ritrovarsi improvvisamente senza rappresentanza calcistica. È il caso di Volterra, dove l' Alabastri Volterra, storica formazione del colle etrusco, ha chiuso definitivamente i battenti. Il club, dopo essere retrocesso dalla Promozione alla Prima categoria nei playout dello scorso campionato, si è spento per sempre.
A darne conferma, l'ormai ex presidente dell'Alabastri Volterra, Filippo Trisciani: «L'Asd Alabastri Volterra non esiste più, è tutto vero. Abbiamo chiuso legalmente la società. Ho fatto di tutto per non arrivare a questo tragico epilogo, organizzando anche diversi incontri con l'amministrazione comunale, ma sono stato lasciato solo. Dopo 10 anni di presidenza, non ce la faccio più».
C'è tanta amarezza nelle parole di Trisciani, che va diritto al punto: «Un campionato di Promozione costa, tutto compreso, circa 80mila euro. Tenendo conto che i giocatori che vengono a Volterra hanno bisogno di un rimborso spese importante. Siamo geograficamente penalizzati rispetto ad altre realtà. Ho cercato forze economiche fresche per anni, ma nessuno mi ha mai ascoltato. La retrocessione non ha influito sulla mia decisione, avevo già scelto di lasciare, prima della fine del campionato. Le istituzioni erano al corrente».
Filippo Trisciani, proprietario di un'azienda agricola, chiarisce che il suo non è un cambio di scrivania, ma un cambio di vita: «Sono diventato nonno da poco e mi dedicherò a mio nipote. Col calcio ho chiuso, almeno per il momento». Per una storia che finisce, però, ce n'è un'altra pronta a iniziare. Bizzarrie dell'universo pallonaro.
Mentre si chiudeva l'ultimo capitolo dell'Alabastri Volterra, tra i tavolini del bar, nasceva l'Asd Volterrana 2016: rinascita del "futebol" cittadino. Un gruppo di amici, capitanato dal presidente Alberto Borghi, titolare di un negozio di generi alimentari determinato a riportare il pubblico delle grandi occasioni allo stadio Ripaie. La scommessa parte dal gradino più basso, dato che la Volterrana prenderà parte al prossimo campionato di Terza categoria.
«Siamo tutti abitanti di Volterra appassionati di calcio, che, una volta saputo della sparizione dell'Alabastri Volterra, abbiamo deciso di ripartire. I ragazzi della città e delle frazioni limitrofe hanno chiesto di poter giocare con noi, c'è stata una richiesta del tutto inaspettata», racconta il vicepresidente del neonato sodalizio, Nilo Tedeschi, che, in conclusione, lancia un appello alla Volterra che ama il calcio.
E non solo: «Tutti ci stanno supportando e incoraggiando, sostenendoci in questa nuova avventura. Ci piacerebbe sentire sempre di più il calore dei volterrani, anche nelle gare di casa al "Ripaie". Martedì la squadra inizierà la preparazione e per la città si inaugurerà una nuova pagina sportiva».
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
