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Pontedera

La delusione del sindaco: senza interlocutori

La delusione del sindaco: senza interlocutori

In piedi altre due cordate e tanti problemi che restano aperti, dallo stadio al settore giovanile

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PISA.

Il passo indietro fatto dal Fondo di Dubai, attraverso Pablo Dana, arriva inatteso. Lo fa capire il sindaco Marco Filippeschi che, fin dal primo momento, ha cercato di fare da garante, per dare massima trasparenza a questa trattativa. «Cado dalle nubi - dice - per tutto il pomeriggio ho avuto assicurazione che tutto procedeva nel modo migliore».

Anche se poi è lo stesso sindaco ad avallare, in qualche modo, le perplessità che hanno spinto Dana a forzare i tempi e a dichiarare “fallita” la trattativa nella quale s’era impegnato da alcune settimane. «Quando cerco un interlocutore - spiega Marco Filippeschi - tra i proprietari attuali del Pisa calcio, mi trovo davanti tanti ostacoli: m'è capitato di parlare anche con quattro o cinque persone differenti, senza mai giungere a una conclusione».

È la stessa sensazione che ha espresso il banchiere italo-svizzero, sottolineando che il silenzio da parte di Britaly suona come una “presa in giro” e si trasforma nella volontà di non andare avanti nella trattativa. Che, non è l’unica, intrapresa dalla società che detiene la proprietà del Pisa.

L’avvocato Alessandro Nolli sta portando avanti la discussione per conto di alcuni imprenditori bresciani, la cui identità non è mai stata svelata. Fino a oggi ha avuto un ruolo secondario, ma alla luce di quanto sta avvenendo, potrebbe rafforzarsi. Come diciamo nelle pagine interne, proprio in queste ultime ore, l’avvocato ha ricevuto da Britaly la documentazione che aveva chiesto, da analizzare per poter avanzare un’offerta. E c’è ancora di più: senza dirlo ufficialmente, il legale degli imprenditori bresciani, fa capire che ha avuto qualche timido contatto anche con Gattuso. E che se la proprietà della società nerazzurra finirà nelle sue mani, non c’è alcun veto per non avere sulla panchina proprio Ringhio. Ammesso che il tecnico decida di accettare.

C’è un’ultima trattativa, aperta, sempre secondo le indiscrezioni che arrivano dagli ambienti romani: riguarda la Italpol, azienda di Gravina ex cognato di Petroni, interessato all’acquisto del Pisa. Insomma, siamo ancora in alto mare. E con la netta sensazione di non vederci chiaro, in nessuno degli atteggiamenti dei protagonisti di questa vicenda.(e.ch.)

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