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Pontedera, Indiani a ruota libera sulla prossima stagione

Tommaso Silvi
L'allenatore Paolo Indiani
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L'allenatore Paolo Indiani

L'allenatore granata: «Terrei sia Della Latta che Disanto, ma capisco le esigenze della società. La mia squadra sarà ancora con il 3-4-2-1 che è un modulo assai versatile»

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PONTEDERA. La solita strada per raggiungere lo stadio. Il solito spogliatoio, solite abitudini, soliti collaboratori. Il Mannucci, ormai, è diventato praticamente casa sua. Pontedera, la sua seconda città dopo Certaldo, dove è nato 62 anni fa. Paolo Indiani riparte ancora una volta dal granata. Fra sei giorni metterà piede in campo, insieme ai suoi uomini, per cominciare ufficialmente la stagione 2016-17. A meno di una settimana dall'inizio del ritiro Indiani, uno di quelli che non le manda certo a dire, parla di mercato, futuro e desideri.

Mister, è un'estate ricca di volti nuovi per il Pontedera. Come valuta il mercato del dg Giovannini?

«La dirigenza ha fatto ciò che fa tutti gli anni. Ha investito sui giovani, cercando di reperire fondi dalle cessioni. Soldi che vengono reinvestiti nella squadra. È presto per un giudizio sul mercato, devo ancora vedere i ragazzi all'opera».

A proposito di cessioni, Scappini ha firmato per la Cremonese, restando in Lega Pro, nonostante avesse detto più volte di volere la serie B.

«Stefano ha sposato un progetto importante, scegliendo una squadra che lo ha voluto fortemente e che crede in lui. Sarà difficile confermarsi sugli standard dell'ultima stagione (24 reti, ndr) ma ha grande spirito di sacrificio, può farcela».

Gli acquisti di Giovannini lasciano intendere che il Pontedera giocherà col 3-4-2-1 anche nel prossimo campionato. Conferma?

«Si, sarà la nostra idea di gioco principale: è un modulo versatile. Con l'inserimento di un centrocampista al posto di un attaccante è possibile passare al 3-5-2 e togliendo un esterno per un mediano siamo immediatamente alla difesa a 4».

Polvani, Vettori, Videtta, Risaliti e Curti: un pacchetto difensivo composto da giocatori che si conoscono bene. Quasi una novità per il Pontedera, abituato a cambiare completamente volto da una stagione all'altra.

«L'ultima volta che è accaduto è stato nell'anno del passaggio dalla Seconda alla Prima divisione. Sicuramente è un vantaggio, starà a noi sfruttarlo nel migliore dei modi».

Della Latta e Disanto rischiano di partire, è d'accordo con le eventuali cessioni?

«Fosse per me li terrei entrambi, ma capisco le esigenze della società».

Che regalo vorrebbe come ultimo colpo di mercato?

«Un elemento d'esperienza, uno di prestigio a centrocampo. Ne abbiamo bisogno».
 

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