Gioco
La maglia di Berggreen reliquia in casa Micheli a Navacchio
Il paragone con una reliquia non suoni né (troppo) esagerato, né blasfemo. Così è custodita da Davide Micheli, nella sua casa di Navacchio, quella maglia nerazzurra n. 7 che ha una sua unicità: è...
Il paragone con una reliquia non suoni né (troppo) esagerato, né blasfemo. Così è custodita da Davide Micheli, nella sua casa di Navacchio, quella maglia nerazzurra n. 7 che ha una sua unicità: è strappata su un fianco e la indossava l’attaccante danese Klaus Berggreen in un Pisa-Juventus esattamente di 30 anni fa. Di quella maglia l’esaltante coreografia messa in scena dai tifosi della Nord, prima di Pisa-Pordenone, ne ha ribadito il significato. Riporta alle memoria la gloria del Pisa in serie A, racchiude lo spirito guerriero della squadra e, se lo juventino Manfredonia arrivò a tanto, sottolinea come quel giocatore fosse temuto persino dai grandi campioni.
Se quella maglia è ancora da queste parti e non in un cassetto in Danimarca si deve a Romeo Anconetani. Alla fine di quella partita, onorando una promessa, il presidentissimo si frappose all’amicizia tra i compagni di nazionale Klaus Berggreen e Michael Laudrup che già avevano concordato lo scambio di casacche. Romeo si presentò nello spogliatoio della Juventus e chiese indietro la maglia. L’aveva promessa alla madre di un giovane tifoso, appunto Davide Micheli, il cui padre era un ufficiale dei carabinieri che all'epoca faceva servizio d’ordine allo stadio. «Dal 1982 mia madre e io - racconta - ogni domenica in cui giocava in casa il Pisa eravamo titolari di due posti nella tribuna d’onore posizionati proprio vicini alla signora Anconetani e agli altri familiari. Mia madre chiese a Romeo se poteva avere in regalo per il sottoscritto la maglia di Klaus Berggreen. Romeo gliela promise senza esitazione: “Signora a fine gara la maglia sarà sua”, rispose. Negli spogliatoi Laudrup chiese la maglia a Romeo, ma il nostro presidente, mantenendo fede alla promessa fatta, disse al giocatore danese: «Signor Laudrup, mi spiace, ma la maglia l’ho già promessa a una signora tifosissima del Pisa». Testuali parole riferite da Romeo a me e mia madre. La maglia venne consegnata a mia madre direttamente da Romeo con un suo biglietto di affetto e simpatia».
Impossibile prevedere, al momento della richiesta, che quella maglia sarebbe diventata oggetto di culto calcistico. Lo strappo che ha fatto diventare quella casacca un pezzo unico avvenne solo nel secondo tempo della partita. Era il 19 gennaio 1986, si giocava la terza di ritorno. Il Pisa (che alla fine della stagione retrocesse dopo una partenza sprint), galvanizzato dalle vittorie su Inter e Napoli, affrontò senza timori il confronto con la Juventus capolista. Su un corner a favore del Pisa, Manfredonia si aggrappò letteralmente alla maglia di Berggreen squarciandola. Il danese protestò con l’arbitro D’Elia che disse di non aver visto niente di irregolare. Berggreen continuò a giocare fino al 90’ con la maglia strappata. Una curiosità: è stata mai lavata quella maglia?
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