Sicurezza
Per il “Leporaia” ancora lunghi i tempi per l’adeguamento
PONTE A EGOLA. Era il 5 maggio 2013 e al “Leporaia” di Ponte a Egola il Tuttocuoio ospitava la Bagnolese per l'ultima partita di serie D e i neroverdi già matematicamente in Lega pro. Da quel...
PONTE A EGOLA. Era il 5 maggio 2013 e al “Leporaia” di Ponte a Egola il Tuttocuoio ospitava la Bagnolese per l'ultima partita di serie D e i neroverdi già matematicamente in Lega pro. Da quel giorno i tifosi non hanno potuto più assistere lì a partite ufficiali della propria squadra - l'impianto di Ponte a Egola non è a norma per i campionati prof - e hanno emigrato prima a Santa Croce e poi al Mannucci di Pontedera.
Il tema legato alla ristrutturazione del Leporaia è sempre piuttosto caldo, e gli sportivi periodicamente sollevano il disagio degli spostamenti. Il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, annuncia per la prossima settimana una conferenza stampa e si limita a dire: «Attendiamo il disegno da parte della società per poter far partire la gara».
Sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente Dolci sulle difficoltà a portare avanti una squadra fra i professionisti, e sulla poca attenzione del comprensorio, il sindaco dichiara: «Per fortuna la compagine societaria è cresciuta con la presenza di Antonio Guicciardini Salini. Noi in quanto amministrazione comunale non possiamo destinare somme per aiutare la società. Comprendiamo Dolfi, perché le spese sono ingenti e ci dovrebbe essere una maggiore sensibilità da parte del comprensorio, anche perché attraverso la squadra di calcio viene portato il marchio conciario in tutta Italia».
Non resta quindi che attendere, e per quanto riguarda il Leporaia i tempi per la ristrutturazione non saranno rapidi; ci vorrà sicuramente minor tempo per capire l'intenzione del massimo dirigente neroverde, e quale scenario si possa prospettare per il Tuttocuoio nell'immediato futuro.
Stefano Scarpetti
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