La manifestazione
Dolfi e Lucarelli, bocche (quasi) cucite
Tuttocuoio in cerca di tranquillità. Il patron: «Parlerò dopo il Siena». L’ex mister: «Momento delicato, niente polemiche»
PONTE A EGOLA. Risposte brevi e tiepide. Poca voglia di scoprirsi, il timore di finire vittime del momento e lasciarsi andare a parole pesanti. Nessuno vuole parlare, ognuno per motivi diversi. Come in una partita a scacchi in cui i giocatori sanno che la prima mossa sbagliata può diventare oro per l'avversario.
Il giorno dopo l'esonero di Cristiano Lucarelli, del direttore generale Igor Protti e di tutto lo staff tecnico, in casa Tuttocuoio regna il silenzio. Le attenzioni sono concentrate soprattutto al campo e alla classifica. C'è una salvezza ancora tutta conquistare per i neroverdi, che a 180 minuti dal termine della stagione hanno solo due lunghezze di vantaggio sui playout con Siena e Spal da affrontare. Martedì pomeriggio la dirigenza del club di Ponte a Egola ha comunicato ufficialmente il licenziamento di Lucarelli e dei suoi collaboratori.
Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno. Sia chiaro, in pochissimi avrebbero scommesso sulla permanenza di Lucarelli alla guida dei neroverdi, ma nessuno poteva immaginare che l'ex trascinatore del Livorno venisse cacciato prima della fine del campionato. E invece il presidente Andrea Dolfi ha deciso di affidare la squadra al tecnico della Berretti Luca Fiasconi, anticipando a sorpresa un divorzio che era nell'aria da un po'. Una scelta di cui il patron del Tuttocuoio si prende ogni responsabilità: «Sono molto dispiaciuto e amareggiato, la decisione l'ho presa io», spiega sinteticamente Dolfi dopo aver illustrato chiaramente le sue intenzioni: «Non ho molta voglia di parlare, preferisco aspettare la gara di domenica con il Siena».
Cosa abbia accelerato la rottura tra Dolfi e Lucarelli, arrivato nell'estate scorsa al Tuttocuoio e presentato con valanghe di sorrisi e aspettative brillanti dai vertici dirigenziali pontaegolesi, per il momento resta un mistero. Di certo c'è che il Tuttocuoio, se il campionato finisse oggi, sarebbe salvo. E avrebbe quindi centrato l'obiettivo fissato a inizio stagione. E Lucarelli riparte proprio da qui. Dalla posizione attuale di quella che fino a lunedì sera era la sua squadra. «Preferisco non dilungarmi sul mio esonero, non credo sia il momento giusto. Il Tuttocuoio è a un passo dal garantirsi la permanenza in categoria, che dovrà conquistarsi nelle prossime due gare contro avversari che ormai hanno ben poco da chiedere al campionato. Non voglio destabilizzare in nessun modo l'ambiente e quindi credo che la cosa migliore da fare sia rimanere in silenzio», dice l'ormai ex allenatore dei neroverdi, che conclude rivolgendosi alla squadra e a al nuovo tecnico: «A Luca Fiasconi e ai ragazzi faccio un grosso in bocca al lupo». La gara a scacchi tra Dolfi e Lucarelli per ora resta in bilico sul filo delle parole misurate. Da una parte e dell'altra c'è la volontà primaria di non scuotere ulteriormente uno spogliatoio già in un momento delicato. E reduce dalla contestazione dei tifosi, chiarita, solo in parte, al termine della gara casalinga con il Prato attraverso una "chiacchierata" tra la tifoseria, Lucarelli, Protti e capitan Falivena. Un timido squarcio di sereno seguito dalla sconfitta, arrivata nell'ultimo turno, in casa della Lucchese. Poi, all'improvviso, l'esonero. Le strade di Lucarelli e del Tuttocuoio del presidente Dolfi sono già lontanissime. Nel silenzio. Almeno per ora.
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
