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Raimondi, doppio ex dal cuore nerazzurro

Raimondi, doppio ex dal cuore nerazzurro

L’argentino: «Il Pisa è la squadra per cui faccio il tifo in Italia. Ho un rapporto speciale con la città»

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PISA. Un legame indissolubile con la tifoseria nerazzurra, una promozione indimenticabile in serie B nel 2007 e una stagione spettacolare tra i cadetti. Capitano di oltre cento battaglie con la maglia del Pisa, Gabriel Raimondi ha chiuso di fatto la sua carriera nel calcio giocato con una breve esperienza a Pontedera.

Il cuore ovviamente batte per i colori nerazzurri: «Tra me e il Pisa c'è un rapporto che va al di là dell'esperienza vissuta da calciatore. È la squadra per cui faccio il tifo, in Italia non mi appassiona il calcio di serie A. I tifosi quando sono tornato all'Arena con il Sestri Levante mi hanno accolto in maniera eccezionale. Spero che la nostra squadra torni al più presto dove merita».

A proposito di Sestri Levante che esperienza stai vivendo?

«Mi trovo bene e devo ringraziare la società che mi ha permesso disposizione un buon gruppo. Sono contento di aver ritrovato le emozioni del campo. La Serie D è sempre un buon punto di partenza per cominciare la carriera di allenatore".

Un nuovo lavoro cominciato proprio dopo la parentesi di Pontedera...

«In quei pochi mesi in granata sono stato benissimo ma forse era giusto lasciare spazio ai più giovani. Scelsi di andare in Cile a fare il secondo in un club che partecipava alla Copa Libertadores. Il Pontedera vinse il campionato di Seconda divisione gettando le basi per il futuro grazie all'ottimo lavoro di un allenatore preparato come Paolo Indiani».

Che partita sarà questo Pisa-Pontedera?

«Due realtà diverse e con ambizioni diverse ma in campo ci sarà equilibrio. Il Pisa è fortissimo in casa e sabato scorso a Lucca ha giocato una gran partita, ma il Pontedera è una bella squadra. Un gruppo ormai collaudato e un ambiente che tiene molto a questa partita».

Ti troveresti bene con un allenatore come Gattuso?

«Non lo conosco personalmente, però mi sembra che sul piano della grinta siamo simili. È stato un grande campione ed è un lottatore. Pisa è la piazza giusta per lui perché vive il calcio con una passione incredibile».

Andrea Chiavacci

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