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L’ex capitano del Pisa Paolo Andreotti gioca... dalla Curva

L’ex capitano del Pisa Paolo Andreotti gioca... dalla Curva

Militò anche nella Spal ma il suo cuore è solo nerazzurro e dopo avere smesso di giocare è ridiventato supertifoso

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PISA. Paolo Andreotti ha vestito per 5 stagioni la maglia nerazzurra dove è stato anche capitano, 149 presenze e 34 reti, e per 3 quella biancoazzurra ma ovviamente non ha nessun dubbio su chi tiferà oggi: «Ogni partita la seguo dalla curva Nord insieme ai tifosi. Tutti mi vogliono ancora bene e mi salutano prima di ogni partita. E' il segno che qualcosa di buono l'ho fatto in quegli anni. Un affetto che io ovviamente contraccambio».

La Spal è in testa con merito?

«Sicuramente, sono stati più continui nonostante non abbiano mai vinto uno scontro diretto».

Un giudizio sul Pisa che vedi sempre all'Arena?

«Sotto il profilo del gioco si può fare di più in fase di costruzione e nel calciare in porta. E' mancato quel guizzo per potersi avvicinare alla capolista soprattutto in trasferta. La squadra nerazzurra ha comunque alti valori tecnici e forse anche per questo mi aspetto sempre qualcosa in più. In curva applaudiamo sempre la squadra indipendentemente dal gioco perché in casa il rendimento è altissimo».

Come vedi Gattuso alla guida dei nerazzurri?

«Gattuso oltre ad essere stato un grande calciatore è un campione anche nella vita e un esempio per tutti, visto il suo grande impegno nel sociale. Come mister trasmette grande grinta alla squadra. E' chiaro che per dare un giudizio definitivo sul Gattuso allenatore bisogna aspettare. Come tutti gli allenatori dipende dai risultati e speriamo che riesca a conquistare qualcosa d'importante qui da noi».

Da calciatore sei arrivato a Ferrara nel 2000. Che ricordi hai di quell'avventura?

«Dopo il playoff perso con il Pisa contro il Brescello e la B mancata mi ha cercato la Spal. Donigaglia era un presidente ambizioso che puntava sempre sui migliori della categoria. Le premesse per far bene c'erano tutte ma nei miei tre anni a Ferrara siamo sempre arrivati a metà classifica. Personalmente mi sono trovato bene in città e con la proprietà. Una società seria che rispettava sempre i contratti».

Ovviamente i tuoi momenti più belli sono legati alla maglia nerazzurra e al bel rapporto con i tifosi.

«Sono state 5 stagioni fantastiche anche se non sono mancati i momenti difficili. Il rimpianto più grande è in quella maledetta semifinale col Brescello».

Torniamo al presente. chi può decidere la sfida di oggi?

«Dico il re Umberto Eusepi. Sta facendo un po' di fatica e deve ritrovare morale. Può essere la sua giornata».

Nella Spal chi temi?

«Nssuno, non devono vedere il pallone».

Andrea Chiavacci

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