Gioco
Un Pisa generoso attacca ma non sfonda all’Aquila
Nel finale di gara annullati ai nerazzurri due gol di Mannini ed Eusepi I ragazzi di Gattuso avrebbero meritato senza dubbio la vittoria al Fattori
L’AQUILA. Pisa inviperito contro l’arbitro, ma non cambia il risultato: la squadra di Rino Gattuso pareggia 0-0 sul terreno del “Fattori” a L’Aquila e protesta vanamente per due gol annullati nel finale. Per fortuna c’è la Pistoiese a rendere per ora abbastanza positiva la giornata, pareggiando a sorpresa sul campo della Maceratese.
I nerazzurri, pur penalizzati da un campi in condizioni imperfette, hanno fatto la partita, esercitando una notevole supremazia territoriale, ma non sono riusciti a sfondare né a mettere in affanno con costanza la retroguardia avversaria.
I nerazzurri ritrovavano Daniele Mannini al rientro dopo la squalifica, anche se avevano diversi titolari reduci da acciacchi e infortuni di vario peso. 4-3-1-2 come previsto lo schieramento degli uomini di Gattuso con Golubovic e Fautario esterni di difesa e il terzino sinistro molto utilizzato in fase di spinta; Mannini mezzala sinistra accanto al regista Ricci e a un vivace Verna, Varela in appoggio a Cani ed Eusepi.
Per i locali, molto meno aggressivi sul campo rispetto alle attese, un 3-5-2 che serviva soprattutto ad infoltire la mediana in copertura, e la tendenza a servire in profondità l’ex nerazzurro Perna, e soprattutto il veloce e prolifico (11 gol fino a questo punto del campionato) Sandomenico, nelle ripartenze.
Il Pisa prendeva l’iniziativa sin dall’avvio, anche se al 12’ un corner battuto in modo troppo intellettuale scatenava il contropiede avversario vanificato solo in area da un controllo difettoso di Sandomenico.
La grande occasione per l’undici di Gattuso arrivava al 22’, poco dopo un sinistro al volo di Varela poco alto su corner di Ricci: Cani in posizione centrale serviva al limite dell’area Eusepi che chiudeva il triangolo con un pregevole tacco, Cani si trovava fra i piedi una specie di rigore in movimento ma la sua conclusione era debole e Scotti, tuffandosi sulla propria sinistra, riusciva a respingere.
Lo stesso Cani diventava abbastanza pericoloso pochi minuti dopo con un pallone filtrante per Varela. Un difensore allungava la gamba in scivolata senza trovare però il pallone, l’uruguaiano si lasciava cadere a terra però prima ancora di essere toccato e l’arbitro lo ammoniva giustamente per simulazione.
Varela diventa protagonista in positivo al 38’: pressing alto e pallone rubato a Cosentini al limite dell’area, dalla destra arrivava Cani che colpiva l’esterno della rete. Quasi in chiusura di tempo la seconda occasione dei locali, partita dai piedi di Milicevic: prima Sandomenico e poi Perna non riuscivano a concludere in porta.
Nella ripresa il Pisa cercava di stringere i tempi per arrivare al vantaggio, alzando ulteriormente il proprio baricentro e facendo salire anche Golubovic per avere due fronti buoni d’attacco: all’11’ una punizione violenta di Ricci dalla sinistra costringeva Scotti al tuffo sul primo palo per salvare la propria porta.
Al 18’ però era L’Aquila ad avere la migliore occasione del match: Sandomenico liberava il destro dal limite dell’area, Bindi si faceva sfuggire la palla e arrivava di corsa Perna, che da due passi gli tirava il pallone addosso.
A metà del secondo tempo entrambe le squadre cambiavano il centravanti: Montella subentra per Cani e Stivaletta per Perna. Le energie però cominciavano a diminuire, ma il Pisa voleva assolutamente tornare in Toscana con una vittoria: così entra Peralta al posto di un oramai troppo stanco Varela.
E al 37’ ecco il gol, ma era un’illusione di pochi attimi: lancio dello stesso Peralta dal vertice destro, verso la sinistra dove si staccava Mannini sbucando dietro i difensori e infilava in rete, ma il guardalinee Manuel Robilotta (fratello dell’arbitro) segnalava il fuorigioco.
Non ne bastava uno… che ecco ancora un altro gol del Pisa annullato, e stavolta con proteste prolungate: Eusepi insaccava da due passi ma anche stavolta c’era fuorigioco per l’assistente, contestato vanamente dal Pisa che lamentava un tocco attivo di un difensore abruzzese.
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