Sicurezza
Pontedera, il Mannucci come fortino
Il cammino casalingo dà meno frutti di quello esterno e il trend va invertito
PONTEDERA. Qualsiasi appassionato di calcio scrutando il ruolino esterno del Pontedera immaginerebbe una squadra ai primissimi posti della classifica. E non commetterebbe errori di valutazione, dato che la statistica è chiara: i granata in trasferta hanno collezionato 5 vittorie, 3 pari e altrettante sconfitte. Meglio ha fatto solo la capolista Spal.
Se lo stesso appassionato, però, leggesse soltanto i risultati ottenuti sul rettangolo verde del Mannucci dai ragazzi di mister Indiani scommetterebbe pochi spiccioli sulla salvezza del Pontedera, che in casa ha messo insieme 11 punti in dieci partite. Difficile fare peggio. Solo la Lupa Roma, penultima in classifica, ci è riuscita, racimolando appena 5 punti nello stadio cosiddetto "amico".
I granata dunque si travestono da corazzata lontano dalla Valdera. Quello che affligge il Pontedera è il "mal di casa". Una patologia strana, sicuramente meno diffusa rispetto al più comune "mal di trasferta", ma in grado di rosicchiare punti importanti. In questo caso, quelli che dividono il Pontedera dal gruppo delle prime.
A 13 turni dalla fine campionato, le numerose defaillance casalinghe rischiano di costare caro ai granata, che se domenica (inizio alle 15) dovessero zoppicare ancora contro la Maceratese rischierebbero di dare l'addio definitivo al sogno playoff. Discorso completamente diverso se la marcia del Pontedera divenisse brillante anche in casa. Ai granata restano 7 gare al Mannucci, tre di queste sono derby: Maceratese, Lupa Roma, Lucchese, Prato, Ancona, Carrarese, Teramo. Sette esami per invertire la rotta e mettere pepe sul campionato, accorciando sulle prime tre posizioni.
Tutto, comunque, passa dallo scontro con la Maceratese. Indiani lo sa bene e in questi giorni sta preparando la gara nei dettagli: non ci saranno Kabashi e Andrea Gemignani, squalificati. Il tecnico dovrà valutare se lasciare intatto il 3-4-2-1 cambiando solamente gli interpreti oppure se affidarsi al 4-3-3, modulo provato nella prima parte di stagione e poi messo in cantina.
Tommaso Silvi
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