Attenzione
Mister Indiani deve ripensare il centrocampo
Due assenze importanti (Gemignani e Kabashi) costringono il tecnico a un altro assetto contro la Maceratese
PONTEDERA. Ridisegnare il centrocampo. È l’obiettivo principale di mister Paolo Indiani in vista del match di domenica alle 15 contro la Maceratese. Il tecnico del Pontedera ha tre giorni di tempo per studiare un’alternativa rispetto al tradizionale assetto della zona mediana, minato dalle squalifiche di Andrea Gemignani e Kabashi. Due assenze importanti, che con tutta probabilità contribuiranno a far cambiare volto al Pontedera. Indiani potrebbe decidere di sostituire gli assenti, rimanendo fedele al 3-4-2-1, oppure potrebbe variare l’intero sistema di gioco. Rispolverando dall’archivio quel 4-3-3 provato in estate e accantonato dopo una breve comparsa nella prima parte di campionato.
Se Indiani dovesse decidere di schierare i suoi con il solito 3-4-2-1, Luperini potrebbe retrocedere rispetto alla posizione di fantasista occupata nelle ultime gare, che passerebbe a Bazzoffia, andando a piazzarsi insieme a Della Latta nel cerchio di centrocampo. Lì dove potrebbe essere impiegato anche Daniel Gemignani: in questo caso Luperini resterebbe libero di scorrazzare dietro a bomber Scappini, insieme a Disanto, che dovrebbe essere confermato dal primo minuto con la Maceratese. La mattonella di Andrea Gemignani potrebbe prendersela, sulla corsia destra, Videtta, vero e proprio “jolly” a disposizione di Indiani vista la sua duttilità, con Sane a sinistra. Il reparto arretrato, qualora venisse riproposta la difesa a tre, resterebbe lo stesso di Ferrara: Curti, Vettori e Risaliti.
Tra le opzioni a disposizione di Indiani di c’è anche il 4-3-3. Un modo per ovviare alla carenza di uomini da mettere a centrocampo, potenziando, al tempo stesso, il reparto offensivo. Opzione che, se abbracciata da Indiani, porterebbe Vettori e Risaliti al centro della difesa, con Curti, Sane e Videtta in ballottaggio per due maglie sulle fasce. Della Latta, Luperini e Daniel Gemignani si piazzerebbero a protezione della retroguardia, facendo da raccordo al tridente d’attacco: Bazzoffia, Scappini, Disanto. Semplice “cambio uomini” o rivoluzione tattica? A Indiani restano 72 ore per decidere.
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