Gioco
Amoroso riparte da Ponsacco con tanta grinta
L’arrivo del nuovo tecnico fa credere nei playoff di serie D Una trattativa di pochi minuti con il ds rossoblù Luperini
PONSACCO. Si è presentato “caricato” ai suoi nuovi tifosi che lo hanno accolto con pacche sulla spalla. Dopo una carriera da calciatore di serie A (Fiorentina e Bologna) e una breve esperienza da allenatore prima nella Berretti e poi nella prima squadra del Pisa, nella scorsa stagione, Christian Amoroso riparte da Ponsacco. La società del patron Massimo Donati, dopo l'esonero-choc di Rossano Alberti, licenziato domenica a poche ore dal derby poi vinto dai rossoblù (2-1) di Poggibonsi, ha deciso di puntare sull'ex centrocampista classe 1976.
La scelta ha acceso l'entusiasmo e i sogni della piazza. I mobilieri sono a metà classifica di serie D: 4 punti dalla suggestione playoff, altrettanti dalla zona playout. Ad Amoroso e i suoi “nuovi” ragazzi il compito di dipingere le ambizioni del Ponsacco. Pensando di partita in partita, perché il neo-mister non ama volare con la fantasia.
Dopo una vita tra i professionisti, sia come calciatore che allenatore, cosa l'ha spinta a sposare il progetto del presidente Donati?
«Sono sincero. Dopo l'esperienza a Pisa, nella scorsa annata calcistica, credevo di poter trovare una squadra da allenare in Lega Pro, ma il telefono non ha squillato. In serie D Ponsacco è una delle migliori piazze dal punto di vista della storia del club e del calore del pubblico».
Di dubbi, da quando è stato contatto dal ds Andrea Luperini, ne ha avuti pochi. La sua firma è arrivata subito. Si aspettava la chiamata?
«Non ho neppure avuto tempo di pensarci, sono stato contattato immediatamente. Più che di una trattativa si è trattato di una chiacchierata di pochi minuti, terminata col pranzo insieme al diesse Luperini in cui abbiamo iniziato ad analizzare la squadra».
È troppo presto per chiederle un giudizio sulla rosa, ma si sarà fatto un'idea.
«Sono ragazzi fantastici. Martedì ho diretto il primo allenamento e hanno corso tutti dal primo all'ultimo minuto. Non ho dovuto correggere nessuno sull'atteggiamento in campo: è stato un ottimo inizio. Sono fiducioso».
Ci sono tecnici che hanno un modulo di riferimento e lo ripropongono a ogni esperienza; altri che invece cercano di adattarsi il più possibile al patrimonio tecnico a disposizione. Lei?
«Senza dubbio nella seconda. Voglio valutare bene il potenziale dei ragazzi per cercare di impiegarli in modo da farli rendere al meglio. Il rendimento di una formazione dipende soprattutto dall'organizzazione di gioco: sia in fase offensiva che difensiva».
Prima del suo arrivo qualcuno ha parlato di playoff. Lei ci crede?
«Credo solo nel lavoro – conclude Amoroso - e nel pensare di partita in partita».
Tommaso Silvi
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