Il Tirreno

Pontedera

Pisa, l’Udinese chiede l’uruguaiano Varela

di Antonio Scuglia
Pisa, l’Udinese chiede l’uruguaiano Varela

La squadra di Gattuso al lavoro: tornano Rozzio e Mannini

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PISA. Gioca bene, molto bene. Troppo bene. Che Nacho Varela fosse stato notato da diverse squadre di serie B era facile immaginarlo, visti gli addetti ai lavori presenti in tribuna ultimamente all’Arena. I club cadetti che vorrebbero l’uruguaiano sono tre. Ma il loro desiderio non sarà esaudito in ogni caso perché l’attaccante nerazzurro ora ha un’altra ammiratrice: l’Udinese. I friulani allenati dall’ex nerazzurro Colantuono, oggi a metà classifica in serie A un punto sotto la Lazio, hanno chiesto Nacho. Cosa risponderà il Pisa? La società nerazzurra al momento non rilascia dichiarazioni in merito e neanche conferma la richiesta (venuta fuori comunque in serata si Sky). E’ notorio che il Pisa sarebbe semmai intenzionato ad allungare il suo biennale, contando di essere, prima possibile, un gradino più su rispetto alla Lega Pro. Ma se l’Udinese facesse un’importante proposta tecnica, oltre che economica, non si sa mai. Di certo il Pisa a gennaio vuole rinforzarsi per attaccare il primato della Spal, e non indebolirsi.

LUNEDI’ IL DERBY. La squadra intanto è tornata al lavoro: nell’impegnativo derby di Pontedera (ormai anche i gatti in città sanno che questo derby è una tassa tradizionale come l’Irpef insieme alle sfide con Grosseto - oggi fortunatamente in D - e Pistoia, che ogni anno aspettano il Pisa per fare la partita perfetta), Gattuso ritrova Mannini e Rozzio e deve valutare le condizoni fisiche di Polverini e Di Tacchio.

Si gioca lunedì sera al Mannucci (ore 20.30, diretta su 50 Canale e Sportube.tv) e l’attesa è grande: già finiti i biglietti del settore ospiti, da oggi è caccia agli altri tagliandi - appena saranno sbloccati, - visto che non serve la Tessera del tifoso. La vendita è libera ma bisogna andare a Pontedera per acquistare i biglietti. Si sta ovviamente andando verso il tutto esaurito: in campo le squadre si daranno giustamente battaglia, sugli spalti c’è un grande e reciproco rispetto.

SOCIETA’ E POLEMICHE. Battini e Lucchesi si stanno parlando e stanno cercando una soluzione affinché entro il 28 il bilancio sia regolarmente approvato. Il tutto al netto delle schermaglie dialettiche: è normale e lecito che ognuno sottolinei con maggiore enfasi gli obblighi della controparte; quel che conta è che alla fine i documenti (e i soldi) siano sul banco. Purtroppo negli ultimi giorni molte dichiarazioni di terze persone, anche espresse in buona fede, non hanno contribuito a rasserenare gli animi , proprio nel momento in cui, per il bene del Pisa, è meglio cercare ogni punto di incontro anziché rischiare una rottura che avrebbe effetti devastanti sul futuro del club nerazzurro. Ieri si è innescata una nuova polemica per i pareri espressi da Giancarlo Freggia, possibile nuovo presidente del Pisa, riguardo al Comitato Vecchio cuore nerazzurro. C’è stata una dura risposta dei gruppi della curva Nord (che potete leggere integralmente sul nostro sito) e della quale vale riassumere un punto fondamentale, del quale siamo testimoni diretti: il Comitato ha fatto tutto il possibile negli anni scorsi, arrivando a contestare pesantemente Battini, proprio al fine di far conoscere alla città i conti del Pisa, ben prima che i problemi venissero ammessi dalla dirigenza. «Siamo stati gli unici - ricordano gli ultrà - a urlare che la società era piena di debiti, e lo abbiamo fatto con comunicati, chilometri di striscioni, cortei sotto casa dell'ex presidente, striscioni davanti alle sue ditte...».

A quei conti i tifosi del Comitato non potevano certo accedere direttamente, nonostante le numerose richieste in merito, perché la prima cosa che fece Battini, dopo aver rilevato le quote di Camilli, fu di azzerare il Cda (del quale faceva parte Andrea Bottone in rappresentanza del Comitato) nominando se stesso amministratore unico. Ci risulta che ieri sera lo stesso Freggia si sia recato ad un incontro con una delegazione di tifosi: è molto probabile - e auspicabile - che parlando di persona sia più facile chiarirsi, anche perché non c’è alcun motivo di dubitare della buona fede di Freggia, che il Pisa vuol vederlo in alto e non in tribunale.

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