Gioco
Pisa, tifosi in ansia per il futuro del club «Scarsa stabilità»
La prima sconfitta dei nerazzurri fa crescere la rabbia Intanto oggi arriva la penalizzazione di un punto
PISA. La prima sconfitta dei nerazzurri non abbatte il morale dell’ambiente ma fa arrabbiare. Non abbatte il morale perché la squadra non ha palesato improvvisi limiti strutturali: ha “semplicemente” giocato malissimo e senza mordente (è questo che fa arrabbiare) ed è stata punita da grossolani errori tecnici. Che per Gattuso non saranno difficili da analizzare e, in gran parte, da correggere, anche se per la scarsa sicurezza del portiere Bacci l’allenatore non può avere la medicina adatta. Quella ce l’ha - auspicabilmente - lo stesso ragazzo (anche i coetanei Sepe e Provedel negli anni scorsi fecero qualche apparizione poco convincente, prima di esplodere come giovani emergenti) e, in subordine, il mercato.
TIFOSI PREOCCUPATI. Le preoccupazioni, sebbene sotto forma di dubbi e non di certezze, riguardano invece il futuro societario, e sono molto più importanti. Perché sapere se a giugno il Pisa sarà solido è mille volte più importante di sapere se a dicembre saremo primi oppure quinti in classifica. Queste preoccupazioni, quasi in contemporanea alla penalizzazione di un punto che oggi sarà irrogata al Pisa, le esprime il Comitato Vecchio cuore nerazzurro: Centro Coordinamento, Tifosi diversamente abili, Associazione Cento, i Gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti . Ovvero il comitato che rappresenta istituzionalmente la tifoseria cittadina. Scrive il Comitato presieduto da Andrea Bottone: «Dopo la riunione dei soci del 29 ottobre, alla quale eravamo presenti, vogliamo evidenziare che al cospetto di una fase sportiva che ha riportato entusiasmo, a livello societario non si vede quella stabilità che è fondamentale per un sano futuro della società».
«Siamo sempre in attesa dell'ingresso di soci, e ci impensierisce il contrasto tra Lucchesi e Battini. Ci auguriamo che queste divergenze tra i soci non portino il Pisa in tribunale. Cosa che non perdoneremo a nessuno. Come comitato cittadino, ove richiesti, non entreremo a fare parte di un consiglio di amministrazione fino a che non arriveranno i soci, che da agosto stiamo aspettando, e fino a che non sia chiarita la reale posizione ed il ruolo di Battini». Il documento è stato approvato all'unanimità dai componenti del direttivo.
LUCCHESI E BATTINI. Qual è il punto? E’ che Lucchesi (titolare dell’80% delle quote) e Battini (19%) almeno per un po’ devono trovare il modo di procedere insieme e dimenticare, o almeno mettere da parte, i dissapori estivi e quelli degli ultimi tempi. Gli avvocati per ora hanno parlato ma per fortuna marche da bollo non se ne sono viste: se ci si arriverà davvero, sarà difficile che poi qualcuno possa dire «non è stata colpa mia». Gli adempimenti di ottobre sono stati osservati regolarmente, per quelli di dicembre basterà la liquidità di cassa derivante da abbonamenti e botteghini dell’Arena. Ma fino a quando Lucchesi non riuscirà a portare nel club nuovi soci, la situazione resterà forzatamente precaria, e quindi preoccupante nel medio termine. A maggior ragione se i due soci non riusciranno a collaborare fra di loro in questa fase delicatissima della costruzione del nuovo club. Ad oggi il dato certo è che, partendo da una situazione molto difficile, Lucchesi sta lavorando, tanto e bene. E si è esposto finanziariamente in prima persona per avviare il nuovo corso del club. Ma molto deve essere ancora fatto per metterlo in sicurezza, e il tempo non lavora a favore del Pisa.
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