Il Tirreno

Pontedera

L’artiglieria del Pontedera contro il bunker del Siena

Tommaso Silvi
Mister Indiani
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Mister Indiani

Vietato distrarsi: i bianconeri subiscono pochissimi gol e in attacco hanno il mostro sacro Bonazzoli e Mendicino

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PONTEDERA. Il primo passo nella foresta dei derby il Pontedera lo ha compiuto sabato scorso raccogliendo un punto prezioso contro l'Arezzo. Il cammino dei granata tra le sfide del Granducato, tutte concentrate tra fine ottobre e metà dicembre, prosegue il 31 ottobre alle 20,30 contro il Siena.

Un'altra partita in cui non sono ammessi cali di concentrazione. Perché se è vero che i bianconeri segnano poco, appena quattro reti in 8 partite, è anche vero che nel reparto offensivo hanno due nomi in grado di far cambiare la partita da un momento all'altro: Bonazzoli, 247 presenze in serie A, e Mendicino, protagonista nella scorsa stagione della promozione in serie B della Salernitana. Saranno loro a guidare l'attacco della Robur al Mannucci. Nomi di prestigio e curriculum d'oro non intaccano il morale alle stelle dei granata, reduci da sette punti nelle ultime tre gare.
Testa bassa e pedalare è l'imperativo dalle parti del Mannucci. Vincere quello di Gianluca Atzori. Perché in Valdera il tecnico del Siena si gioca un pezzo di panchina.

ULTIME DAL CAMPO. Indiani procederà questa mattina con il consueto allenamento di rifinitura. Nella sua testa gran parte dell'undici titolare è già disegnato, restano soltanto un paio di dubbi. Bonaventura meriterebbe una chance da titolare per l'impegno e l'ottima prova di tre settimane con la Lupa Roma, ma gettarlo nella mischia vorrebbe dire togliere Kabashi, che finora non ha mai "steccato" così clamorosamente da essere messo in panchina. La sensazione è che Indiani si affiderà ancora al talento albanese scuola Juve. L'altra incertezza riguarda il reparto arretrato, dove Videtta rischia di lasciare il posto a Risaliti. Per loro vale lo stesso discorso fatto per il ballottaggio tra Bonaventura e Kabashi, fatta eccezione per la tempistica: Risaliti non gioca titolare da Maceratese-Pontedera dello scorso 4 ottobre. Per il resto la formazione di partenza dovrebbe essere la stessa che ha affrontato l'Arezzo.

L'ANALISI DEL CAPITANO. Ieri prima dell'allenamento giocatori e staff tecnico granata hanno visionato alcune partite del Siena per evidenziare punti di forza e debolezze dell'avversario. Capitan Vettori non lascia trapelare niente di ciò che il gruppo e il mister si sono detti di fronte alla tv, ma spiega che tipo di atteggiamento si aspetta dal Siena: «In fase difensiva si muovono bene, trovare spiragli è difficile: non a caso hanno subìto appena tre reti. Il loro recupero palla - prosegue Vettori - avviene spesso lontano dall'area di rigore avversaria ed è per questo che faticano a creare gioco». Niente a che vedere con il piglio spregiudicato e l'attacco pirotecnico del Pontedera: «Stiamo crescendo, ma dobbiamo ancora migliorare molto. Il Siena - conclude Vettori - è un bel banco di prova».

QUI SIENA. Atzori punterà sul 4-4-2, in una serata che rischia di ricordare a lungo: le voci di un suo possibile esonero in caso di sconfitta si sono fatte assordanti in settimana. Al suo posto sarebbe già pronto l'ex tecnico dell'Albinoleffe Amedeo Mangone.

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