Sicurezza
Pontedera-Tuttocuoio è il derby più sentito
Stadio Mannucci ore 20.45 del 12 settembre: i granata in cerca di rivincita
PONTEDERA. Si scrive Pontedera-Tuttocuoio. Si legge generazioni a confronto. Da una parte Paolo Indiani, dall’altra Cristiano Lucarelli. Modi diversi di vivere il calcio, percorsi professionali diametralmente opposti. Lucarelli ha ancora sulle caviglie i segni dei difensori che, soltanto pochi anni fa, cercavano di limitarne il senso del gol. Carriera da “mister” ancora alle prime battute per l’ex bomber del Livorno, che aveva soltanto otto anni quando Indiani passeggiava per la prima volta nell’area tecnica: campionato ’83-’84. Panchina del Certaldo, sua città natale, campionato di Eccellenza.
La vecchia scuola contro il nuovo che avanza. Mentre il tecnico del Tuttocuoio ieri rispondeva alle domande dei giornalisti, parlando del derby e della condizione fisica e mentale dei suoi, il collega del Pontedera aveva già lasciato il Mannucci dopo la rifinitura mattutina. Poco più di un’ora per mettere in campo Vettori e compagni e rispolverare gli schemi da eseguire sulle palle inattive. Con la paura di essere spiato. Tanto che Indiani ha scelto di blindare la seduta: tutti fuori dal rettangolo verde. Cancelli chiusi e bocche cucite.
Anche questo è derby. Anche questo è Pontedera-Tuttocuoio. Nel giorno del match (fischio d’inizio il 12 settembre alle 20,45) la formazione dei granata rimane un rebus. Non resta altro che aggrapparsi alle sensazioni. La difesa a quattro appare come un’ipotesi da scartare, a meno che Indiani non scelga il 4-4-2, modulo mai provato dall’inizio del ritiro. Quasi impossibile il 4-3-3, che condannerebbe il centrocampo pontederese a una costante inferiorità numerica rispetto al 3-5-2 utilizzato dai neroverdi. Il saggio Indiani potrebbe decidere di investire il suo ricco patrimonio in attacco sfoderando il 3-4-1-2, già mostrato nella scorsa stagione.
Parità di uomini in ogni zona del campo, sperando che Cesaretti, a galleggiare tra le linee del Tuttocuoio, riesca mandare in tilt la macchina di Lucarelli. Là davanti fare a meno di Disanto in questo momento è praticamente impossibile visto lo stato di forma del centravanti classe ’94, che trova il compagno di reparto ideale in Scappini, in grado di agire come punto di riferimento, o Gioè, che però deve ancora raggiungere il top della forma. Della Latta a centrocampo è una certezza in termini di applicazione e fisicità.
Dall’altra parte ci sarà l’ex Caponi. Per arginarlo ci sarà bisogno delle maniere forti, quindi in mediana dentro anche Pizza. Sane sulla sinistra raggiunge la stessa velocità di un Intercity, con Andrea Gemignani dalla parte opposta, “soldato” attento e diligente. Vettori a dare esperienza in retroguardia, affiancato dai baby Risaliti e Polvani (o Supino). In porta nessun dubbio: c’è Cardelli. Ragionamenti che rischiano di essere sbriciolati tra qualche ora con l’uscita delle formazioni ufficiali. Perché Indiani ha scelto di rifarsi alle vecchie maniere e ha chiuso ermeticamente campo e spogliatoio.
Capitan Vettori assicura: «Siamo carichi. Stiamo lavorando sodo da un mese e mezzo. Finalmente è arrivato il momento di scendere in campo. Ho visto grossi miglioramenti nelle ultime settimane, sia a livello individuale, con alcuni ragazzi che hanno metabolizzato il metodo di allenamento del mister, che collettivo». Fiducia sì, ma con i piedi per terra: «Incontriamo una squadra quadrata e grintosa. Non dovremo sbagliare niente per fare punti. La serata è di quelle che caricano un giocatore. Daremo il massimo per regalare la prima gioia stagionale ai nostri tifosi».
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