Sicurezza
Ciaponi ancora sull’ammiraglia
Il patron da 40 anni del Ciclismo Santacrocese non ce la fa a chiudere con l’organizzazione di corse
SANTA CROCE. Dario Ciaponi, il patron del Ciclismo Santacrocese è contrastato tra la volontà di appendere l’ammiraglia al chiodo (si fa per dire), oppure se continuare ad amare il ciclismo agonistico e organizzativo che gli ha dato tante soddisfazioni da 40 anni a questa parte.
«Nel 1976, ero già staffetta nel consiglio della società ciclistica, con gran volontà. C’era più passione alle tradizioni del paese, non soltanto alle corse. Un paese come Santa Croce di appena diecimila abitanti era in grado di organizzare il Gp industria del Cuoio e delle Pelli, aveva una cinquantina di tesserati, impegnati in ogni tipo di manifestazioni, dai Giovanissmi ai professionisti. E abbiamo allestito anche la Settimana tricolore per l’assegnazione della maglia di campione italiano».
Quando ha preso le redini del Gp del Cuoio?
«Era il 1975, la corsa non fu omologata perché era stato sbagliato il percorso. Facevo la staffetta, dopodiché mi sollecitarono a dare una mano. In verità non aspettavo altro, e successivamente ho avuto grandi soddisfazioni, come quella, per 6 mesi, di essere commissario straordinario in regione nel 2005-06».
Fino agli anni Settanta si disputava anche la Coppa Nazzi, quando il 19 marzo, san Giuseppe, era giorno festivo.
«È rimasto solo il Gran premio del Cuoio, arrivato alla settantesima edizione quest’anno, un record in Toscana. Ormai occorre notevole impegno per organizzare una corsa importante, l’energia non manca, però è sempre più impegnativa la burocrazia. Mentre coloro che danno una mano sono sempre meno, per impegni o per l’età che avanza».
Dario Ciaponi conclude: «Ma proprio per questo, anche se penso spesso di mollare, quando poi si avvicina la corsa non mi tiro indietro e continuo a dare una mano per esperienza e con passione». Dei recenti corridori di zona, questi i campioni iscritti nell’albo d’oro: nel 1987 Andrea Tafi, nel 1999 Leonardo Scarselli, nel 2003 Manuele Mori.
Luciano Gianfranceschi
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