Il dolore
A Della Latta le chiavi del centrocampo
Il ritorno a Pontedera dopo il fallimento del Grosseto dove era andato a gennaio in seguito del litigio con Luigi Grassi
PONTEDERA. La fuga a gennaio scorso. Sei mesi con la maglia del Grosseto e ora, finalmente, il ritorno in granata. Simone Della Latta il 21 luglio ha inaugurato il suo “atto secondo” alla corte di mister Paolo Indiani e, stando a ciò che si è visto nelle prime gare, sembra destinato a diventare il nuovo punto di riferimento del centrocampo. Corsa, fisico da lottatore e una sentenza nel gioco aereo. Perché se il pallone vola dalle sue parti, lo prende lui. In Maremma se lo sarebbero tenuto stretto, ma lo spettro del fallimento, dopo anni ad aleggiare intorno allo “Zecchini”, ha abbracciato definitivamente il Grosseto condannandolo a ripartire dai dilettanti.
Della Latta dunque si è liberato da ogni vincolo contrattuale e non ci ha pensato due volte: il dg granata Paolo Giovannini ha dovuto solamente alzare la cornetta. «Ti piacerebbe tornare?». Per il “sì” è bastato attendere pochi secondi. Anche perché negli spogliatoi del Mannucci non siede più Luigi Grassi. Il vero motivo dell’addio lampo di Della Latta pochi giorni dopo l’inizio del 2015. «Quell’episodio ormai appartiene al passato. C’è stata una discussione durante l’allenamento, gli animi si sono scaldati e ho deciso di cambiare aria. È stato meglio così per tutti – racconta il centrocampista classe ’93 cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli – anche se a me è dispiaciuto molto».
Il “ragazzone” di Viareggio nella passata stagione ha fatto innamorare i tifosi del Pontedera per il suo spirito di sacrificio. Con Scardina out per infortunio e Cesaretti impalpabile come prima punta, Paolo Indiani decise di puntare su di lui. Da centrocampista a uomo d'area. Un balzo in avanti di 20 metri e zona di campo da scoprire. Simone, testa bassa e bocca cucita, ha fatto del suo meglio. E in gradinata, nel frattempo, impennata di consensi. In attacco non ci sarà più bisogno di lui nel prossimo campionato. Tornerà a giocare in mediana. Davanti alla difesa. Dov’è nato calcisticamente. «È la posizione che mi piace di più, quella in cui riesco a esprimermi al meglio. Se il mister dovesse chiedermelo, comunque, sarei pronto a dare una mano ovunque».
Dopo tre stagioni di 3-5-2 assoluto Paolo Indiani ha rivoluzionato il modulo: 4-3-1-2 e 4-3-3 le piste più battute nelle uscite precampionato. «Una scelta giusta per molti motivi. Innanzi tutto perché nei confronti degli avversari avremmo rischiato di essere prevedibili. E poi la rosa è completamente nuova – prosegue Della Latta – era necessario ripartire da zero».
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