Gioco
«Possiamo essere la mina vagante del campionato»
La punta Stefano Scappini ha incontrato in sede i vertici del Pontedera: «È una società seria»
PONTEDERA. Ha da poco concluso le vacanze a Dubai e lunedì ha messo piede per la prima volta negli uffici del Mannucci: una stretta di mano con i vertici societari e qualche chiacchiera di circostanza. Primi passi all’interno dello stadio in cui giocherà nei prossimi due anni. Stefano Scappini il 27 giugno è diventato ufficialmente un giocatore granata, ma solo due giorni fa ha fatto capolino a Pontedera. Attaccante di razza, uomo d’area, 1,84 metri d’altezza e un feeling col gol che fa sognare la gradinata. Nei professionisti le presenze complessive sono 218; i gol 53. Nell’ultima stagione, con la maglia del Savona, Scappini ha gonfiato la rete in 10 occasioni.
L’accordo col Pontedera è arrivato prima del via ufficiale del mercato. Trattativa lampo, aperta e chiusa in 24 ore.
C’è un motivo in particolare che l’ha spinta ad accettare immediatamente?
«La società mi ha fatto sentire importante. Un giocatore percepisce subito quando un ambiente scommette su di lui. Ho bisogno di fare un campionato di livello e Pontedera è l’ambiente giusto per esprimermi al meglio».
Lunedì ha conosciuto soci e dirigenti, quali sono le sue prime sensazioni?
«Ho avvertito un grande entusiasmo – racconta Scappini - e un rapporto umano straordinario. Sembra di essere in una grande famiglia e credo che questo sia la base fondamentale per togliersi soddisfazioni».
Ternana, Alessandria, Sorrento, Pisa e Grosseto. Nel suo curriculum piazze blasonate. Perché la scelta del progetto di una piccola realtà?
«Perché credo che il nome sulla maglia non sia la cosa principale. Le vicende di questi giorni dimostrano che la storia di un club conta fino a un certo punto. Il Pontedera ha una società sana, che lavora in maniera seria: per me conta più di ogni altra cosa».
Si descriva tecnicamente. Che tipo di giocatore è Stefano Scappini?
«Amo giocare come prima punta, difendere il pallone, far salire la squadra e muovermi in area di rigore».
Il 3-5-2 di mister Indiani pensa sia un modulo in grado di valorizzarla?
«Li ho provati tutti in carriera. La differenza la fanno i giocatori, non i numeri».
I tifosi ripongono molte speranze in lei.
«Posso assicurare che metterò l’anima in ogni allenamento e in ogni partita. Questa squadra può diventare la mina vagante del campionato».
Tommaso Silvi
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