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Pontedera

I ragazzi terribili della Zoli, giocavano come i giapponesi

I ragazzi terribili della Zoli, giocavano come i giapponesi

In un libro gli aneddoti della squadra che a fine anni Sessanta approdò in serie A e portò tre dei suoi atleti a vestire la maglia azzurra nei mondiali di volley

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PONTEDERA. Li chiamavano “i giapponesi di Pontedera” perché giocavano a pallavolo utilizzando schemi mai visti prima in Italia.

Sistemi di gioco che fino a quel momento avevano messo in pratica solo i colleghi del paese del Sol Levante. Negli anni Settanta hanno fatto stropicciare agli appasionati di volley: l’inizio nel '67 in un campo sterrato e in pochi anni l’approdo in serie A. Ieri nella sala consiliare di Palazzo Stefanelli è stato presentato il libro, edito da Tegete edizioni, “I giapponesi di Pontedera”. Una raccolta di aneddoti e fotografie che raccontano la storia della mitica formazione cittadina della Zoli. Presenti alla cerimonia di presentazione, e alle successiva iniziativa delle 21 in Piazza Garibaldi, molti ex giocatori e il loro allenatore dell’epoca Claudio Piazza. Qualcosa in più di un semplice coach. Un vero e proprio padre per i suoi ragazzi.

«Abbiamo ottenuto successi partendo da un sapere scientifico e applicandolo al mondo sportivo, che ancora oggi è approssimativo. È stata una storia di sport fantastica, che ha segnato la vita di tutti noi», ha detto Piazza durante la conferenza stampa. Il testo è stato scritto da Cesare Ferretti e Franco Ferrini: loro hanno raccolto immagini, ritagli di giornale e testimonianze dei protagonisti per riportale sulla carta e dare vita a un viaggio nel tempo all’interno delle imprese compiute dai “giapponesi di Pontedera”.

«All’inizio ero titubante, non credevo di riuscire a mettere insieme la storia della Zoli in un libro, ma con la collaborazione di Cesare ce l’abbiamo fatta, dando uno stampo pontederese al racconto. Tra le pagine si trovano – ha spiegato Ferrini – immagini di personaggi illustri della città che seguivano le partite della squadra». Soddisfazione è stata espressa da parte dell’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Simone Millozzi e dall’assessore allo Sport Matteo Franconi. «Solo attraverso il racconto di Ferrini e Ferretti sono riuscito a conoscere a fondo la storia della Zoli e a capire quanto sia esemplare. Un gruppo di amici solido – ha commentato Millozzi - che in anni difficili è riuscito a rimanere insieme e a inanellare successi». Fabrizio Nassi, Fabio Innocenti e Alessandro Lazzeroni, atleti allenati da Piazza, arrivarono persino a disputare il mondiale del ’78 con la maglia azzurra.

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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