Toscana
Ponsacco in emergenza sul campo di Rieti
Sfida decisiva per i playoff di serie D, comunque vada è l’ultima volta di mister Giacomo Lazzini
PONSACCO. Per la prima volta in stagione chiederà ai suoi di attendere. Meno spettacolari, più compatti. Sacrificare l’intensità a favore della solidità. Il Ponsacco mercoled' 20 maggio alle 16è in casa del Rieti per il secondo turno dei playoff di serie D: per accedere alla fase successiva contro il Poggibonsi ha a disposizione solo la vittoria. Da cercare con astuzia, senza frenesia. «Li aspetteremo: dobbiamo terminare il primo tempo in parità per giocarci tutto nei secondi 45’ e negli eventuali supplementari». Il tecnico dei mobilieri punta sull’atteggiamento difensivo alla luce della lunga lista di assenti: Fiale e Barsotti non ce l’hanno fatta a recuperare dai rispettivi infortuni, Nonni, espulso con la Massese domenica, sarà in tribuna per squalifica e ieri anche Lici è finito in infermeria per un problema alla caviglia. Sarà impresa ai limiti dell’impossibile quella nel Lazio.
Lo scacchiere si rivoluziona e la coppia Brega-Vignali va in panchina. Meglio dosare le forze usando i due jolly d’attacco a partita in corso, quando il Rieti avrà già speso energie e sarà più vulnerabile. Davanti a Cappellini coppia centrale affidata a Lazzerini e Tricoli. Sugli esterni Menichetti e Razzanelli. Balleri in mediana, con Doveri e Del Padrone a sostegno. In avanti insolito trio: Tamberi e Favilli ad affiancare Granito. A loro il compito di prolungare l’avventura di Lazzini sulla panchina del Ponsacco di altri 90’. Perché comunque vadano gli spareggi, al termine della stagione sarà divorzio tra la società del presidente Massimo Donati e l’allenatore di Carrara. «Tutti i cicli prima o poi si chiudono. A Ponsacco sono di casa e quando 3 anni fa scelsi di scendere in Seconda categoria ero sicuro che il progetto della società si sarebbe realizzato. E cosi è stato. Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato con me, i tifosi, e i giocatori, che tra mille difficoltà mi hanno sempre seguito».
C’è la Lega Pro nel futuro di Lazzini? «Magari. Mi sento pronto al salto di categoria, ma finora non ho avuto contatti con nessuno. Spero solo di non rimanere senza squadra - chiude l’allenatore del Ponsacco - perché credo di non meritarmelo per quanto fatto in questi anni».
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