Lutto
Il mister ringrazia tutti. Ora contatti con Cittadella e Crotone
PONTE A EGOLA. Il tecnico Massimiliano Alvini, in una conferenza stampa svoltasi ieri mattina nella sede del Tuttocuoio, ha spiegato i motivi che hanno portato alla separazione con la società...
PONTE A EGOLA. Il tecnico Massimiliano Alvini, in una conferenza stampa svoltasi ieri mattina nella sede del Tuttocuoio, ha spiegato i motivi che hanno portato alla separazione con la società neroverde dopo sette lunghi anni; in questo tempo sono arrivate ben quattro promozioni, due vittorie in Coppa Italia, e una Coppa disciplina.
Ha parlato a ruota libera Alvini, con un pizzico di emozione. Inevitabile per chi ha fatto la storia del Tuttocuoio, chiarendo tutti i motivi di questo addio, per certi versi non certo inaspettato.
«È una decisione che ho maturato lentamente, ascoltandomi nelle motivazioni e nelle sensazioni. Ho capito che era davvero arrivato il momento di cambiare per provare qualcosa di diverso che possa aiutare sia me che la società. So di lasciare una piazza con tante motivazioni e idee chiare, oltre che importanti, sono consapevole che il Tuttocuoio mi poteva dare tanto, è una società seria come poche altre nel panorama calcistico nazionale, che può arrivare in alto».
La sua ambizione è quella di allenare in serie B; in questi giorni oltre al Cittadella si è parlato anche di Crotone e Ternana. In Lega Pro si è fatto avanti il Grosseto del vulcanico patron Camilli. Contrariamente alle voci in essere in queste ultime due settimane, non ci sono riscontri su un interessamento da parte del Pisa che non ha mai chiamato mister Alvini.
Sul suo futuro il tecnico fucecchiese dichiara: «Non mi aspettavo sinceramente che in Toscana ci fosse movimento, anche se la mia priorità è allenare fuori regione, anche lontano e in categoria superiore. Spero che Andrea Dolfi mi possa aiutare in questo, come io l'ho aiutato a valorizzare giocatori giovani. Se non arrivasse la chiamata dalla serie B allora me la conquisterei sul campo, come è avvenuto finora».
È inevitabile sfogliare l'album dei ricordi, di una storia inizata il 14 settembre 2008 fino alla settimana scorsa. Ben 277 partite alla guida del Tuttocuoio con 124 vittorie, numeri che parlano decisamente da soli. In questi sette anni le soddisfazioni maggiori sono state due: «Il 12 maggio 2010 la vittoria a Roma della Coppa Italia, e il ritorno a Ponte a Egola dove ci aspettava un leporaia gremito, e il nono posto dello scorso anno che ci ha permesso di approdare in terza serie».
Termina con i ringraziamenti e con una frase, che più di ogni altra è significativa: «Grazie Ponte a Egola. Saluto il paese con grande affetto, e le persone che spesso sono nell'ombra, ma che sono fondamentali: Luca Batini, Luca Cioni, Stefano Mangino, Renzo Baronti, Ado Matteoli, Marco, Fabrizio e tutti i giocatori che ho avuto in questi anni».
L'unica punta di amarezza è rappresentata dal fatto che «in questi anni l'unica cosa che non è cambiata è le strutture sportive: faccio l'appello a chi di dovere che si attivi per fornire alla società impianti migliori». (s.s.)
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