Proteste
Il Mannucci resta il campo da gioco del Tuttocuoio
Risolta in anticipo sui tempi della Federazione la scelta dello stadio per la prossima Lega Pro
PONTE A EGOLA. Il regolamento della Lega Pro parla chiaro: ogni squadra entro giugno deve comunicare il terreno di gioco per le gare interne della stagione successiva. Alla scadenza dei termini manca poco più di un mese ma, contrariamente a quanto accaduto la scorsa estate, il Tuttocuoio sembra aver risolto con ampio anticipo la “grana stadio”. La società neroverde, infatti, ha praticamente definito l’accordo col Pontedera per l’affitto dello stadio Ettore Mannucci per il secondo anno di fila.
Le origini del trasloco forzato. Stagione 2012-13. Il Tuttocuoio divora la serie D e spicca il volo verso il calcio professionistico come mai era accaduto nella storia del club. Il fortino degli uomini di mister Massimiliano Alvini è il “Leporaia” di Ponte a Egola: l’impianto non è norma per la Seconda Divisione e si opta per la soluzione più vicina, rappresentata dal “Libero Masini” di Santa Croce sull’Arno. Anche il Masini però non è nelle migliori condizioni e deve sottoporsi a un restyling in modo da adempiere agli obblighi strutturali imposti dalla Federazione: il manto erboso viene rifatto, le tribune adeguate con postazioni stampa e cabina per lo speaker.
Gli interventi riguardano anche: sala stampa, sala medica, spogliatoi e l’area riservata a ricevere i mezzi delle squadre ospitate. Lo spareggio vinto con l’Arzanese l’8 giugno 2014 garantisce ai neroverdi un posto nella Lego Pro unica e chiude la permanenza dei pontaegolesi nella terra delle concerie. Perché il Masini si è rifatto il trucco, ma per la terza serie del calcio nazionale ci vogliono almeno altre 11 modifiche. I tempi sono ristretti e la dirigenza si guarda intorno: l’accordo col Pontedera arriva appena 10 giorni più tardi.
Mano all’orecchio e selfie di gruppo: i tifosi granata contestano. L’avventura del Tuttocuoio al Mannucci inizia nel migliore dei modi: 3 pari e 2 vittorie nei primi 5 match. Il clima tra le due società che si spartiscono lo stadio è disteso, ma il 9 novembre 2014 qualcosa si rompe. Tuttocuoio-Pontedera finisce 2-1 e Corrado Colombo esulta con la mano all’orecchio sotto il settore degli ultras granata.
«Mi hanno offeso prima loro», dirà l’attaccante nei giorni successivi. I nervi non sono più così distesi. Nel match di ritorno, il 22 marzo scorso, vincono ancora gli uomini di Alvini. Colombo, fischiatissimo all’ingresso in campo da parte dei sostenitori pontederesi, viene espulso al 22’ e al termine del match va negli spogliatoi a esultare con i compagni scattandosi un selfie di gruppo: tutti con la mano all’orecchio.
Una settimana più tardi un gruppo di tifosi del Pontedera dall’esterno dello stadio si fa sentire durante Tuttocuoio-Gubbio: «Questo stadio non vi appartiene» è il coro indirizzato ai “cugini” del Valdarno, che nella prossima stagione giocheranno ancora le gare casalinghe al Mannucci.
Tommaso Silvi
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