Sicurezza
L’ex Nolè teme i neroverdi per come sono organizzati
LUCCA. Una sfida e tante motivazioni. Dall'obiettivo di entrare nel tabellone della Tim Cup 2015-16 contro una diretta concorrente alla volontà di chiudere a testa alta e progettare il futuro che...
LUCCA. Una sfida e tante motivazioni. Dall'obiettivo di entrare nel tabellone della Tim Cup 2015-16 contro una diretta concorrente alla volontà di chiudere a testa alta e progettare il futuro che dovrà ripartire da una Lucchese in grado di divertire e puntare a essere tra le protagoniste per riportare i tifosi allo stadio, anche con iniziative coinvolgenti.
La sfida al Mannucci ha un sapore speciale per il capitano Matteo Nolé che ha vestito la casacca neroverde nel 2010-11 in serie D (6 gol) ed è originario di San Miniato. «Sono un ex, praticamente sarò a casa, il Tuttocuoio è la squadra di Ponte a Egola e San Miniato, il mio paese. Ci ho giocato una stagione, allenato da un grande tecnico e uomo come Alvini, preparato come pochi. Ritrovo Colombini, opzionato dall’Empoli e ha fatto una stagione eccezionale».
Nolé entra nella gara. «Un derby difficile: il Tuttocuoio gioca a memoria. Pratica un calcio organizzato e propositivo ed è più abituato al sintetico dove la Lucchese in questa stagione ha sempre perso».
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