Sicurezza
Nel nome del padre Roberto Russo fa grande la Butese
La promozione in Prima categoria non era nei programmi «Sono felice di aver riportato tanta gente al campo»
BUTI. La Butese, con l'1-1 in casa contro la Giovanile Bientina conquista la promozione in Prima categoria con un turno d'anticipo. La squadra dell'allenatore Antonio Doveri ha meritato ampiamente il traguarrdo: miglior attacco con 62 reti, e miglior difesa con 28 reti subite; appena 3 ko. L'attaccante Barbanti, 40 anni e 9 campionati vinti, ha dato un fondamentale contributo con la sua esperienza, e con 24 reti è il miglior realizzatore della squadra. Lenzini ha segnato 18 gol, compreso quello di testa nella gara decisiva su cross di Yuri Andreotti.
L'artefice principale della rinascita del calcio a Buti è il presidente livornese Roberto Russo; orgoglioso della vittoria spiega il suo legame affettivo con Buti: «Mio padre Vincenzo è venuto a mancare quando avevo 9 anni. In precedenza aveva giocato qui e quando ho saputo che la squadra era uscita dal calcio e il campo a lui intitolato rischiava di essere distrutto. Mi venne l'idea di far ripartire la società. Io sono un allenatore di basket ma mio padre che ha giocato in piazze importanti come Taranto e Lucca verso la fine degli anni settanta». Ha giocato anche nel Pontedera insieme a un altro protagonista del successo, il dg Massimo Petrognani.
Russo precisa: «La passione è rinata passo dopo passo. Aver riportato la gente al campo è una doppia soddisfazione. Lo scorso anno abbiamo vinto i playoff in finale a San Giuliano contro il Pieve San Paolo, quest'anno partivamo con ambizioni di far bene ma non certo di vincere il campionato: ci sono squadre con un budget più importante del nostro. Merito ai giocatori e a mister Doveri che si comporta da professionista: vedremo se continuare insieme. A noi può far solo piacere se resta». La stagione l'aveva cominciata Olivoli, esonerato dopo lo stop in Coppa a Fornacette.
Nel mezzo secolo di storia della Butese, il traguardo massimo fu la Promozione con Giampiero Mariani in panchina.
Andrea Chiavacci
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