Il Tirreno

Pontedera

Tuttocuoio indemoniato, ma solo nel recupero

di Andreas Quirici
Tuttocuoio indemoniato, ma solo nel recupero

La Spal è troppo forte e i giocatori di Massimiliano Alvini pagano errori e ingenuità che spianano la strada ai padroni di casa. Pesa l’infortunio a Ingrosso

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FERRARA. Novantesimo di Spal-Tuttocuoio. Il risultato sembra in banca per i padroni di casa, tranquilli del 3-1 conquistato fino a quel momento. Gli uomini di Massimiliano Alvini, però, sembrano indemoniati e spingono a testa bassa, malgrado l’uomo in meno dal 43’ del primo tempo per l’espulsione di Konate e nonostante l’evidente fiato corto con cui sono arrivati al finale del match. I neroverdi premono e conquistano tutti i loro quattro calci d’angolo dell’intera partita. Ovviamente non vale la regola che si usava da ragazzini nelle partitine in strada dove ogni tot corner veniva assegnato un gol. Il risultato nei sei minuti di recupero assegnati dall’arbitro non cambia, ma l’immagine che i pontaegolesi lasciano a un glorioso e storico pubblico come quello di Ferrara è di una formazione che non molla, neppure quando i giochi sembrano ormai chiusi. Una sintesi del campionato disputato da Colombo e compagni che dormono comunque sogni tranquilli nell’ottica della salvezza: per la matematica non c’è ancora la piena certezza, ma nessuno si azzarda a metterla in discussione.

ERRORI E INGENUITA’. Il lungo over time della gara è da imputare essenzialmente all’uscita di Gianmarco Ingrosso che, colpito al volto da un tiro a inizio ripresa di Bellomo, è costretto a lasciare il campo pochi minuti dopo per le conseguenze della botta ricevuta. Tra cui, probabilmente, va ritrovato anche il grossolano errore che il difensore commette all’8’ facendosi rubare palla da Finotto per il raddoppio dei padroni di casa, mentre i tre della retroguardia provano a uscire in palleggio dalla propria area di rigore. Ecco un altro elemento che contraddistingue lo spirito con cui il Tuttocuoio ha giocato a Ferrara e che ha portato avanti per tutto il torneo: mai rinunciare a giocare, anche quando le condizioni sono difficili. Fino a quel punto, infatti, la Spal aveva pressato e messo in difficoltà gli uomini di Alvini in varie circostanze, trovando uno stupendo gol su punizione col centrocampista brasiliano Togni e la superiorità numerica dopo la doppia ammonizione a un ingenuo Konate, reo di una simulazione e di un fallo da dietro sullo stesso Togni. Un altro macigno sull’esito dell’incontro nato sotto il segno della rimonta sull’Aquila per il quarto posto in classifica da parte degli estensi. Facile intuire l’ansia del tecnico toscano Leonardo Semplici di “mangiarsi” un Tuttocuoio tranquillo in graduatoria dopo la vittoria della scorsa settimana in casa col Savona.

VOGLIA DI MIRACOLI. Tra l’altro, i biancazzurri sono una squadra in grande forma, capace di un gioco fluido e di finalizzazioni variegate e molto pericolose. I piedi dei difensori neroverdi e le mani di Bacci, oltre a una trasversa colpita da Silvestri nel finale, hanno permesso al Tuttocuoio di contenere il passivo, arrotondato comunque dal primo gol in stagione del difensore ferrarese Gasparetto e rintuzzato dal decimo centro di Colombo, bravo a piegare le mani al portiere Menegatti su rigore, decretato per atterramento del nuovo entrato Cherillo da parte di Giani. In tutto questo Alvini non ha mai rinunciato a cercare l’impossibile. In dieci uomini, per esempio, il Tuttocuoio ha iniziato la ripresa con le due punte in campo e quattro, invece, di cinque a centrocampo. Poi, uscito Ingrosso, e l’inserimento di Falivena, è passato a quattro dietro con Balde in mediana. Insomma, una formazione, quella neroverde, che ha dato sempre la sensazione di tentare qualcosa, stuzzicando un avversario che, dopo il terzo gol, ha rallentato il ritmo cercando di gestire il risultato. I pontaegolesi non ci sono andati neppure vicini al miracolo, ma contro la Spal, in vista dei due derby con Lucchese e Pisa (il primo in casa, il secondo in trasferta) e del gran finale al Mannucci di Pontedera col San Marino, hanno dimostrato di volersi (e di potersi) divertire ancora.

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