Il dolore
Questo Teramo è proprio da serie B: il Tuttocuoio crolla
Alla forza della capolista si aggiungono errori individuali Neroverdi sconfitti per 3-0, ma la salvezza resta vicina
TERAMO. La forza della capolista più gli errori individuali. Una somma il cui inevitabile risultato non può che essere un tre a zero rotondo col Tuttocuoio di ritorno da Teramo con qualche ferita che una classifica comunque tranquilla rimarginerà presto. Del resto non era lecito sperare nell’ennesimo miracolo da parte di una squadra presentatasi sul terreno della formazione che, come aveva detto domenica scorsa il tecnico neroverde Massimiliano Alvini, «vincerà il campionato», ancora con numerose assenze. Colombo, ma anche Deiola, Tempesti, Ingrosso e Balde sono giocatori che non si regalano a nessuno. Figurarsi a un complesso oliato come i ragazzi di Vincenzo Vivarini che giocano a memoria portando attacchi da ogni zona del campo. Il Tuttocuoio ha retto mezzora. Poi, sfiancato, ha ceduto.
Il peso degli errori. È stato proprio il mix tra fiato corto degli ospiti e moltiplicazione delle forze, tipica di chi vede avvicinarsi il prestigioso traguardo della serie B, dei padroni di casa a determinare un risultato forse un po’ troppo severo per i pontaegolesi. Il divario c’è. È inutile negarlo, anche solo guardando i gol subiti dal Tuttocuoio: 50 come il fanalino di coda San Marino. Una fragilità difensiva che, però, a Teramo si è vista solo nella ripresa, quando Colombini e Falivena si sono addormentati sull’assist di Lapadula raccolto tra i due difensori da Perrotta. E quando lo stesso Falivena, probabilmente con una lucidità ridotta a furia di rincorrere i due scatenati attaccanti avversari, ha toccato proprio Lapadula in area procurando il rigore, realizzato dal numero dieci teramano. Errori individuali aggiunti a quello di Konate alla mezzora del primo tempo che aveva portato al vantaggio dei locali. Anzi, nel caso del centrocampista, gli sbagli nella stessa azione sono stati due. Prima ha giocato senza mordente una palla vicino all’area della capolista, dopo un’ottima trama collettiva dei compagni, favorendo la ripartenza dei padroni di casa. Poi, sul capovolgimento di fronte, ha toccato la palla anche in questa circostanza senza la giusta determinazione, innescando il rimpallo per il tiro dal limite dell’area di Donnarumma, sul quale Bacci non è riuscito a spingere per la deviazione.
La forza della capolista. Vista così sembrerebbe che il Teramo ha sfruttato al meglio tre occasioni. In realtà la squadra di Vivarini sviluppa un gioco che disorienta gli avversari. Tutti ruotano attorno ad Amadio che, davanti alla difesa, dispensa palloni a destra e a manca, svolgendo ottimamente il ruolo di punto di riferimento per tutti. Semmai, il Tuttocuoio non è riuscito ad accorciare con i tempi giusti proprio sul playmaker abruzzese. Ci ha provato Serrotti lasciando comunque spazio alla corsa e all’inventiva di Cenciarelli. E poi, per i teramani ci sono quei due davanti, Donnarumma e Lapadula che non si fermano un attimo, pressando i difensori avversari in qualsiasi circostanza. Ecco, quindi, spiegata la perdita di forze e di lucidità degli uomini di Alvini che hanno retto l’urto iniziale nella maniera migliore, rimanendo ordinati di fronte alle folate dei locali e provando a costruire gioco per pungere la difesa della squadra che guida il girone. Compito difficile, ma non impossibile, vista l’occasione di Serrotti quando il primo tempo era ancora 0-0, ribattuta da Caidi, e la gran parata di Tonti su girata di Gioè, malgrado fosse circondato da tre avversari. Due palle-gol che con più fortuna avrebbero reso più difficile il compito della capolista. Anche se non era certo questa la gara in cui ricercare la vittoria per la salvezza matematica. Lo potrebbe essere il prossimo Tuttocuoio-Savona. In caso di tre punti sarebbe una festa doppia: per la permanenza in Lega Pro e per la “vendetta sul campo” alle botte prese da alcuni tifosi neroverdi nella partita dell’andata da un gruppo di supporter liguri.
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