Il Tirreno

Pontedera

Tutti come vuol Colombo nel maxi selfie tra le docce

di Tommaso Silvi
Tutti come vuol Colombo nel maxi selfie tra le docce

Dopo la vittoria col Pontedera scoppia la festa nello spogliatoio del Tuttocuoio “Silenziato” dalla società, l’attaccante affida la gioia al suo profilo Facebook

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PONTEDERA. Il suo derby è durato poco più di 20 minuti. Interrotto da Fabio Schirru di Nichelino, che gli ha sventolato in faccia il cartellino rosso dopo un contrasto aereo con il granata Madrigali. Un animato tentativo di far valere le sue ragioni nei confronti del direttore di gara, poi le scuse all’avversario e la via degli spogliatoi presa a testa bassa. Ha osservato i compagni darsi battaglia e al 79’ ha esultato al gol di Serrotti come se fosse lì con loro. Poi, dopo il fischio finale, ha voluto mantenere la promessa fatta alla vigilia. «Se i tifosi del Pontedera mi insulteranno e farò gol esulterò come all’andata, con la mano all’orecchio», aveva detto a 48 ore dal match. E se 20 minuti non sono bastati per segnare, sono stati sufficienti agli ultras granata per beccarlo con fischi e insulti.

Corrado Colombo dopo il 90' ha colto la palla al balzo e ha preso in mano il cellulare. Un selfie di gruppo nello spogliatoio: squadra al completo e anche un paio di membri dello staff tecnico. Tutti rigorosamente con la mano all’orecchio. Un modo per rendere pubblica la gioia per la vittoria, ma al tempo stesso un’ultima manciata di pepe sul derby. La goliardata, pubblicata su Facebook nei minuti successivi alla gara, ha scatenato reazioni diverse sul web. Da una parte i pontaegolesi, al settimo cielo per l’impresa dei "verdi" in inferiorità numerica per oltre un’ora di gioco. Dall’altra i tifosi pontederesi: già innervositi dalla prestazione sottotono dei propri beniamini e ulteriormente infastiditi dallo sfottò di Colombo.

IL GIORNO DOPO REGNA IL SILENZIO. Da sempre il campanilismo è il bello del calcio. Fa parte del gioco: quel sano prendersi in giro che anima gli spalti. Gli stessi su cui domenica i tifosi del Tuttocuoio hanno vissuto una giornata memorabile. Il giorno dopo il “mega selfie” il numero 10 di mister Alvini, contattato telefonicamente per un’intervista, fa appena in tempo a dire «L’intervento su Madrigali valeva il cartellino giallo, non l’espulsione», prima di chiedere di essere richiamato più tardi. Segue l’inatteso colpo di scena: nel primo pomeriggio la società comunica che il giocatore non può parlare. Interviene quindi il presidente Andrea Dolfi: «Basta parlare di Colombo, archiviamo la vicenda. Fra pochi mesi smetterà definitivamente di giocare e si occuperà di mercato all’interno della società». E quando gli viene chiesto un parere sull’arbitraggio il patron Dolfi risponde: «Nei confronti di Colombo, fin dall’ingresso in campo, è stato riservato un atteggiamento particolare. Il direttore di gara gli ha detto di sistemarsi la maglia dentro ai pantaloncini, poi di restare in fila con i compagni. E infine lo ha avvertito dicendogli di tenere bassi i gomiti negli stacchi aerei altrimenti lo avrebbe espulso. Questa è la realtà: le considerazioni le lascio agli altri».

L’ALTRO CAPITANO. È stata una domenica difficile per i capitani di Pontedera e Tuttocuoio. Colombo cacciato a metà primo tempo e Vettori nel finale di gara per una gomitata a Gioè. «Comprendo la decisione dell’arbitro ma non ho voluto colpire volontariamente l’avversario. Stavo correndo, ho soltanto cercato di liberarmi», spiega il difensore del Pontedera prima di analizzare la sconfitta: «Abbiamo sbagliato in un’occasione e abbiamo preso gol. Senza il nostro errore probabilmente il Tuttocuoio non avrebbe vinto la partita. Nel secondo tempo li abbiamo schiacciati nella loro metà campo». La trasferta di Grosseto sarà l’occasione per il riscatto. «Abbiamo sempre reagito bene alle sconfitte e sono sicuro che lo faremo anche a Grosseto. Non potrò essere in campo ma non ho dubbi: i miei compagni faranno una grande partita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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