La manifestazione
Ancora lui, Colombo scalda il pre-derby
«Se i tifosi m’insultano, esulterò nello stesso modo»
PONTEDERA. «Se l’accoglienza nei miei confronti sarà la stessa della gara d’andata rifarò il solito gesto. I tifosi mi insultano. E io esulto mettendomi la mano all’orecchio». Sono le parole di Corrado Colombo alla vigilia di Pontedera-Tuttocuoio. L’ex attaccante di Livorno e Spezia non usa mezzi termini e va dritto al punto. Se segnerà andrà nuovamente ad esultare sotto il settore degli ultras pontederesi. Esattamente come fece 4 mesi fa. Tuttocuoio-Pontedera si giocava al Mannucci, come tutte le partite casalinghe dei ragazzi di mister Alvini.
Il precedente. Il match è tirato, seguito sugli spalti dal pubblico delle grandi occasioni. Al 25’ Colombo segna e si ferma sotto la gradinata, con la mano all’orecchio. Il clima si infiamma, i tifosi del Pontedera vanno su tutte le furie. A far bollire gli animi non è soltanto il gesto, ma anche il fatto che si sia consumato a pochi metri da uno striscione in ricordo di Michele Marcucci, tifoso granata scomparso poche ore prima del match. Grassi dopo 9’ ristabilisce il pari, ma a una manciata di minuti dal fischio finale il capitano neroverde segna ancora. Il post-derby è incandescente: un gruppo di supporter attende Colombo fuori dallo spogliatoio, si mobilitano le forze dell’ordine per far tornare la situazione alla normalità. Il numero 10 del Tuttocuoio viene fatto allontanare dallo stadio da un’uscita secondaria. Seguono giorni ricchi di polemiche, con il diretto interessato che pubblicamente si scusa con la famiglia Marcucci, spiegando che non voleva mancare di rispetto al tifoso scomparso, ma solamente rispondere alle offese indirizzategli dalla gradinata durante la partita. Alcune delle quali, aveva raccontato il giocatore, riguardanti addirittura la sua bambina. Un comunicato congiunto delle due società aveva chiuso definitivamente la vicenda.
Colombo: «Sono coerente». Era il 9 novembre. Oggi Corrado Colombo si dice pronto a rifare tutto nel caso in cui fosse ancora bersaglio di insulti. «Io sono coerente. All’andata gli ultras mi hanno aspettato fuori dallo stadio, ma non per questo, qualora dovessi sentirmi dire parole offensive, agirei in maniera diversa. Agli insulti risponderei esultando con la mano all’orecchio». La diatriba tra la parte più calda del tifo granata e la punta di diamante dello scacchiere pontaegolese è tutt’altro che archiviata. E il derby si carica di significato osservando la classifica del Tuttocuoio: «In caso di vittoria potremmo dirci salvi al 99%. E se non dovessimo farcela non sarebbe un dramma: restano altre 8 partite – spiega Colombo – e abbiamo 38 punti. Confesso che a gennaio se me lo avessero detto non ci avrei creduto».
La risposta di Vettori. Da un capitano all’altro. A Colombo risponde Federico Vettori: «Ha giocato in serie A, ho poco da dirgli. Ognuno si prende le responsabilità delle proprie azioni. Che ripeta pure l’esultanza dell’andata, ma poi non deve lamentarsi se i tifosi lo aspettano fuori». Intanto gli ultras restano in silenzio e non si espongono sulla questione. La sensazione però è che sarà un altro derby infuocato.
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