Sicurezza
Pochi stimoli e qualche errore È così che cade il Tuttocuoio
Succede tutto nella ripresa: un eurogol dei padroni di casa, il pari dal dischetto Ma nel finale le idee e le forze dei neroverdi s’appannano e l’Ancona segna
ANCONA. È servito un gol “alla Del Piero” all’Ancona per battere il Tuttocuoio. Una rete di D’Orazio, bravissimo a recuperare un pallone vagante in area e, spalle alla porta, girarlo nel classico movimento dell’ex stella juventina sotto l’incrocio dei pali.
Una mazzata per la formazione di Massimiliano Alvini che stava accarezzando l’idea di tornare a Ponte a Egola con un punto d’oro per la classifica e per il morale, viste le scelte iniziali dell’allenatore di Fucecchio di lasciare in panchina molti dei suoi titolari, malgrado le squalifiche di Gargiulo e Colombini e l’infortunio di Balde.
Invece è arrivata la prima sconfitta dopo quattro turni in positivo (tre vittorie e un pareggio) che non complica le cose più di tanto in graduatoria, anche se molte delle squadre di metà classifica hanno fatto balzi in avanti in questo turno infrasettimanale.
AMPIO TURN OVER. Ma questa è una fase cruciale della stagione per il Tuttocuoio che dovrà essere gestita al meglio e lo stesso Alvini aveva già annunciato di voler fare turn over per questa trasferta.
Così, fuori i vari Bacci, Zanchi, Deiola, Serrotti, Colombo e Tempesti. Solita difesa a tre con Falivena dirottato a destra per far posto a Pratali in mezzo, mentre sulla fascia sinistra debutto di Agrifogli dopo l’arrivo nel mercato di gennaio. La gara dell’ex Empoli, altro classe 1996, è emblematica e può essere presa a esempio per spiegare come ha giocato il Tuttocuoio in terra dorica.
Diligente, ma timoroso nel primo tempo, sbarazzino e sfacciato nella ripresa, con un paio d’incursioni che portano prima a un cross per la testa di Gioè, anticipato di poco da un difensore e poi aggressivo su Parodi che tocca la palla di mano per il rigore trasformato da Colombo.
CAMBIO DI PASSO. Insomma, i pontaegolesi disputano una prima parte di gara accorta, tentando di correre meno rischi possibile, anche se i locali vanno vicini al gol in un paio di circostanze e lasciano le zavorre negli spogliatoi durante l’intervallo. Il cambio di passo ha due motivazioni: le parole di Alvini dopo i primi 45 minuti e il gol in avvio di ripresa proprio di Vitale su cui la difesa commette molte imprecisioni a livello di reparto. I risultati si vedono subito, complice anche l’ingresso di Colombo prima e di Serrotti dopo. Il ritmo si alza subito, ma l’Ancona ha giocatori di qualità che sanno essere molto pericolosi, pur non mettendo in pratica un gioco arioso e spettacolare. I padroni di casa sono bravi a chiudersi e a ripartire, mentre gli ospiti tengono palla, ma sbattono contro il muro eretto dalla squadra dell’ex giocatore anche del Milan Giovanni Cornacchini. Un atteggiamento meno dispendioso di quello dei neroverdi che, probabilmente, risentono degli sforzi di domenica scorsa nel pareggio contro la Reggiana, malgrado l’ampio turn over.
FINALE AMARO. Così, mentre da dietro si cerca la testa di Colombo e Serrotti prova a inventare qualcosa, l’Ancona costruisce i presupposti per il vantaggio. Ai neroverdi mancano le forze, le idee latitano e la luce non si accende. La squadra di Alvini si allunga e la difesa resta spesso tre contro tre o contro due. Inaspettatamente manca il solito equilibrio con Paponi che sbaglia un gol fatto al 28’ e tre minuti dopo ecco la prodezza di D’Orazio segnando su un’azione simile a quella che aveva portato al gol Parodi: una palla che attraversa la retroguardia da destra a sinistra evidenziando difficoltà nello scivolamento della linea per liberare l’area o contrastare la conclusione.
Dettagli di una serata andata male e che poteva finire peggio, visto che le altre due occasioni fallite dai dorici. Il vantaggio sulla zona play out c’è ancora, ma per il Tuttocuoio resta intatto il tempo per rifarsi e conquistare la salvezza anticipata, considerato il recupero che dovrà giocare tra una settimana contro L’Aquila.
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