Il Tirreno

Pontedera

La capolista e Gigio non passano l’esame dei granata

di Tommaso Silvi
La capolista e Gigio non passano l’esame dei granata

Il Pontedera mette alle corde l’Ascoli dell’ex bomber Grassi Manovra fluida e incisiva per i locali, più volte vicini al gol

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PONTEDERA. Campionato riaperto. È la sentenza che prende corpo al Mannucci quando Dario Melidoni di Frattamaggiore fischia tre volte. L’Ascoli in testa viene raggiunto dal Teramo e la volata serie B diventa un testa a testa da giocarsi fino all’ultima curva. Picchio non più solo in vetta dunque; la “colpa” è del Pontedera di Paolo Indiani, capace di contenere la capolista nelle poche sortite offensive e spregiudicato nell’interpretazione della partita. La sensazione, infatti, è che la truppa di Mario Petrone dalla Valdera abbia avuto paura di venire via senza neanche un punto.

La serata dei duelli. Il ritorno di Grassi nello stadio che lo ha visto protagonista fino a tre mesi fa è celebrato dai suoi ex tifosi con bordate di fischi e cori non esattamente di benvenuto. La fuga in direzione Marche, maturata in poche ore durante il mercato invernale senza neppure salutare lo spogliatoio al completo, non è andato giù al pubblico di fede granata. Del barbuto fantasista se ne occupa Federico Vettori, che non lo molla mai. La lealtà dura poco, sostituita presto da colpi duri. Non cattivi. Ma decisi. Stessa sorte tocca a Christian Cesaretti. Il diretto avversario si chiama Giuseppe Pirrone e non ha nessuna intenzione di vederselo sgusciare via . I due confronti animano il primo tempo. La partenza dei padroni di casa, come da Dna, è convinta e porta i suoi primi frutti al 13’: Luperini non incoccia il corner dalla destra di Bartolomei per un soffio. Grassi allora sale in cattedra e dipinge per Altinier sul secondo palo ma il numero 9 mette fuori di testa. Il timore reverenziale è sentimento sconosciuto ai granata e Bartolomei prova addirittura a segnare dalla bandierina. Lanni è attento. Cesaretti corre e offre soluzioni d’attacco, come quando appoggia spalle alla porta per Bartolomei, che lascia partire il bolide deviato dai guantoni dell’estremo ascolano. Di fronte all’intensità del Pontedera l’Ascoli perde certezze e vacilla. Settembrini sradica il pallone dai piedi di Avogadri ma trova ancora Lanni; Altiner subisce il recupero di Gasbarro dopo aver saltato Anacaoura. Finisce il primo tempo. Per gli ospiti è il momento giusto per riorganizzare le idee.

45’ di sudore freddo. Ti aspetti un rientro in campo gagliardo della prima della classe e invece le parti si ribaltano. Il Pontedera inizia il secondo tempo come aveva concluso il primo. L’Ascoli però fatica di più in fase di contenimento e subisce. La palla viaggia da Videtta a Gasbarro senza sosta, la manovra è fluida e incisiva. Altinier là davanti è solo, Berrettoni e Nardini spariscono dal gioco e vengono sostituiti da Chiricò e Tripoli ma la sostanza non cambia. De Cenco sogna il secondo gol in due partite, ma quando sta per calciare solo davanti a Lanni viene trattenuto. Non secondo il direttore di gara, che lascia proseguire in un clima misto tra stupore e rabbia. Sugli spalti in molti iniziano a credere nel colpaccio e i decibel salgono minuto dopo minuto. Si scaldano gli animi in campo e le ammonizioni fioccano: al 94’ saranno nove i cartellini gialli estratti. Il forcing del Pontedera raggiunge il picco massimo nei minuti finali: Luperini e Settembrini danno l’impressione di poter correre all’infinito e Cesaretti si diverte a fare lo slalom tra le maglie bianconere. Chi nutriva ancora dubbi sulle capacità del direttore generale Paolo Giovannini vada a vedersi l’azione di Settembrini, fresco di rinnovo fino al 2016 fortemente voluto dal dg, all’83’. Percussione centrale, uno sguardo alla porta e missile angolato pronto a gonfiare la rete. Lanni si supera e mette in corner. Al triplice fischio è festa grande in casa Pontedera. L’Ascoli invece torna negli spogliatoi a testa bassa, consapevole che il pari a reti inviolate del Mannucci potrebbe pesare come un macigno al termine della stagione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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