Gioco
Tirreno-Adriatico, a Cascina il solito calore di pubblico
Tanti appassionati nell’area di arrivo della seconda frazione ma i venditori di gadget si lamentano per gli scarsi affari
CASCINA. Tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Cascina vissuta in apnea da appassionati e curiosi assiepati sul traguardo in via Toscoromagnola e sotto i portici di corso Matteotti. I tre passaggi dalla cittadina del mobile hanno vissuto sulla paura che qualcuno potesse cadere, considerate le varie strettoie del percorso nel cuore di Cascina. Durante il secondo passaggio si è rischiato l'incidente a causa dell'attraversamento di uno spettatore in bici, mentre transitavano una moto della polizia e un'auto dell'organizzazione.
Ma a pochi metri dall'arrivo la caduta dei ciclisti lanciati in volata c'è stata eccome. L'arrivo a braccia alzate del belga Jens Debusschere, del team Lotto, che ha preceduto Peter Sagan e Sam Bennet è stato comunque salutato da un buon numero di spettatori. Un po' meno nel tratto di Tosco Romagnola che introduce al centro. Ma si sa, il ciclismo richiama ancora appassionati, ma non più come un tempo. Lo sanno bene i venditori ambulanti di abbigliamento per le due ruote che, come sempre in queste circostanze, si presentano con ogni tipo di accessorio per chi prende la bici seriamente, anche per una sgambata di domenica mattina.
«Un tempo la Toscana era un posto in cui si vendeva tantissimo - raccontano dallo stand mobile della Ciclo outlet di Massa - Ma le manifestazioni sono ridotte e la gente ha sempre meno soldi da spendere. Noi ci salviamo perché abbiamo una rivendita all'ingrosso. Ma puntare solo sulle corse nonnrende più». Difficoltà economiche a parte, la Tirreno-Adriatico per Cascina è stato una festa per anziani, famiglie e curiosi, oltre ai soliti ciclisti arrivati in bici fin sotto i portici creando qualche difficoltà. In tribuna il sindaco Alessio Antonelli e l'assessore alle Associazioni e al volontariato, Fernando Mellea. Davanti al bar Lemmi le sedie dei tavolini si sono trasformate in tribunette improvvisate, accostate direttamente alle ringhiere con cui gli organizzatori hanno delimitato il percorso anche lungo corso Matteotti. D'altra parte, in questo tratto c'è il pavé. Niente a che vedere con la Parigi-Roubaix, la storica corsa che si corre in gran parte proprio su questo tipo di pavimentazione stradale, ma i rischi di cadute ci sono lo stesso.
Andreas Quirici
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