Sicurezza
Con la sciabola e il fioretto vola il Tuttocuoio di Alvini
Per i neroverdi arriva il terzo successo consecutivo. Il gol decisivo di Colombo incornicia una prestazione perfetta. Bene Serrotti al rientro dal primo minuto
Prima la qualità, poi la quantità. Se fossimo su una pedana di scherma potremmo tranquillamente dire che nel suo terzo successo consecutivo il Tuttocuoio usa il fioretto nel primo tempo e la spada nel secondo, portando via da Forlì un risultato molto prezioso. Il gol di Colombo che decide il match fa bene alla classifica, ma anche all’autostima di una squadra che aveva cominciato malissimo il 2015, ma che ha ritrovato presto la condizione che le aveva permesso di disputare un eccezionale girone d’andata. E, se possibile, il momento attuale della formazione di Massimiliano Alvini è forse anche migliore dei periodi di grazia attraversati nella prima parte del torneo. Il rischio ora è di far volare troppo l’entusiasmo anche se in questo mese di marzo di tempo per adagiarsi sugli allori ce ne sarà poco visti i due turni infrasettimanali (di cui uno per il recupero con L’Aquila) previsti dal calendario.
Padroni del campo. Attenzione a volare troppi alti, dunque, anche se l’euforia che si sprigiona dopo la trasferta in Romagna affonda le radici su molte certezze che il Tuttocuoio si è costruito fino a questo momento. La difesa è solida, il centrocampo sa ragionare e coprire e l’attacco è in grado di pungere in ogni momento, garantendo anche ripieghi molto utili ai compagni. Ma in questa fase ci sono due giocatori che stanno mettendo le ali alla fantasia del clan neroverde e di tutto l’ambiente pontaegolese. Due elementi che Alvini si ritrova in rosa pur non essendo arrivati col mercato di gennaio. Uno di questi è Serrotti, il cui ritorno in campo dal primo minuto, dopo molti mesi di assenza per la pubalgia, è da lustrarsi gli occhi. L’esperto centrocampista corre e distribuisce palloni, fa contrasti con vigore, ma dialoga anche nello stretto dando quel qualcosa in più che è mancato a lungo alla mediana. Insomma, è tornato in piena forma ed è il valore aggiunto per il finale di stagione che aumenta anche il rendimento di Gargiulo e Deiola, suoi compagni di reparto, esaltando anche i piedi buoni di Mulas che a Forlì gli gioca a fianco sulla destra al posto di Pacini. Ti aspetti un Forlì arrembante, visto che occupa la zona play out, ma trovi un Tuttocuoio padrone del campo che sbanda solo per dieci minuti prima della mezzora e della zampata vincente di Colombo, bravo a ribadire in rete una parata del portiere avversario su colpo di testa di Tempesti.
Pronti alla battaglia. Proprio lui, il giovane centravanti, è l’altro giocatore in più e che sta dando ad Alvini quella copertura della palla e quel guizzo in area di rigore che stava cominciando a evaporare con il peggioramento della condizione di Gioè. Tempesti è l’altro elemento che gasa lo spogliatoio pontaegolese, perché colpisce un palo in diagonale (su assist di Colombo) e perché divide col capitano le fatiche di un reparto avanzato a cui il tecnico chiede di fare le due fasi (attacco e difesa) praticamente senza sosta.
Nel corso della gara, però, le due punte dividono le loro strade: Tempesti torna in panca sostituito da Civilleri, Colombo resta in campo e si fa vedere ovunque. Soprattutto in difesa dando una mano ai compagni, costretti alla difensiva da un redivivo Forlì. Ma il Tuttocuoio che fronteggia la rabbia biancorossa è una squadra che si cala alla perfezione nel clima da corrida creato dai padroni di casa. E gran parte del capolavoro dei ragazzi di Alvini sta proprio qui, perché in altre circostanze i giovanotti avrebbero sbandato. Invece, dopo un quarto d’ora di rischi, con almeno tre occasioni create davanti a Bacci, i romagnoli non entrano più in area di rigore. Tutta la foga di voler recuperare il risultato si esaurisce sulla trequarti, malgrado il calo inevitabile di Serrotti e un affanno crescente di tutta la retroguardia messa sotto pressione per lunghi tratti. Ma una cosa emerge chiara: il campionato sta entrando nel vivo, con le squadre di vertice che cercano i punti per salire e quella dei bassifondi che provano a non retrocedere. Ma il Tuttocuoio è pronto alla battaglia.
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