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Tuttocuoio, il coraggio e un po’ di follia

Tuttocuoio, il coraggio e un po’ di follia

Il successo rigenerante di Santarcangelo contro una diretta concorrente in salute riporta serenità in tutto l’ambiente

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PONTE A EGOLA. Col cuore, con coraggio e un pizzico di follia, il Tuttocuoio porta a casa 3 punti fondamentali dal “Valentino Mazzola” di Santarcangelo, assaporando la vittoria che mancava dallo scorso 6 dicembre, quando al Mannucci superò la Spal per 1-0; in trasferta il successo mancava dal 30 settembre, sul campo della Pro Piacenza.

Mister Alvini ha una dedica speciale: «Ringrazio i tifosi del Orgoglio pontaegolese che ci hanno seguito a Santarcangelo e sostenuto in settimana in quello che per noi era un momento difficile». In Romagna erano assenti Deiola, Colombo, Pratali, Ingrosso in aggiunta ad Agrifogli e al lungodegente Cherillo. I neroverdi se la vedevano con una squadra in forma che nel 2015 perso solo con Teramo e Pisa, e in casa aveva incassato una rete. «Sono contento per quello che sta facendo la squadra - prosegue Alvini - contro il Santarcangelo abbiamo terminato la gara con 8 giovanissimi, tra i quali Gelli (che ha siglato il primo gol nei prof che è un '96. Finora in campionato abbiamo sbagliato quattro partite (Ancona,Gubbio, Carrarese e Pistoiese) mancando l'approccio e non l'impegno».

Tra le note più liete il ritorno in campo di Matteo Serrotti, autore del gol decisivo (seppur con la devizione decisiva sia stata del portiere). Ha dimostrato quanto mancasse il suo apporto in mezzo al campo in questi mesi: «Credo - rileva Alvini - che la squadra abbia subìto critiche ingenerose e sia stata bistrattata. Serrotti ha disputato l'ultima partita a Reggio Emilia il 1° novembre, ed eravamo primi in classifica. È un elemento fondamentale come lo è Colombo in attacco e Falivena in difesa. Non siamo il Pisa o l'Ascoli e non possiamo permetterci giocatori con ingaggi importanti. Serrotti deve trovare la condizione migliore, per noi è importante».

Il Tuttocuoio ha dimostrato a Santarcangelo la sua vocazione offensiva, cercando la vittoria nei minuti finali, mentre altre squadre si sarebbero accontentate del pari, e il dna di una formazione che lotta e che getta il cuore oltre l'ostacolo. CHiude il tecnico: «Potrei cercare alibi e ce ne sarebbero per farne un libro, non dimentichiamoci che ci alleniamo su un terreno che ci mette in difficoltà e poi le gare di campionato sono sul sintetico».

Stefano Scarpetti

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