Sicurezza
Rabbia e tanto cuore nell’impresa esterna del Tuttocuoio
I neroverdi di Alvini conquistano i tre punti fondamentali contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza
SANTARCANGELO. La prima vittoria del 2015 per il Tuttocuoio non poteva arrivare che dopo una gara incredibile, sofferta e altalenante, con la stoccata finale data da quel giocatore che manca come il pane alla squadra di Massimiliano Alvini. È stato infatti Serrotti, entrato al 20’ della ripresa, a interrompere la serie negativa dei neroverdi (due punti in sei partite) con una deviazione su assist di Tempesti che ha sbattuto sulla parte inferiore della traversa, trovando poi il corpo del portiere del Santarcangelo per la traiettoria decisiva oltre la riga di porta. Una vittoria di rabbia, visto il doppio vantaggio conquistato in Romagna e sempre annullato dai padroni di casa nel giro di pochi minuti, e la sensazione di tornare a Ponte a Egola più forti e convinti per affrontare il finale di stagione.
Palla a terra. Alla vigilia dell’anticipo al venerdì della settima giornata, infatti, era pensiero diffuso che se il Tuttocuoio avesse perso anche questa sarebbe entrato in una spirale difficile da interrompere. La squadra sembrava gravata da fatiche e incertezze, ma il tecnico Alvini anche dopo la sconfitta di Pistoia ha elogiato il suo gruppo, mantenendo intatta la consapevolezza di potersela giocare malgrado tutto. E questo stato d’animo si è visto proprio nel momento più delicato, perché senza Deiola, Ingrosso e, soprattutto Colombo, i neroverdi hanno giocato con tranquillità e raziocinio, cercando di non sprecare palloni e provando a pungere ogni volta che ne avevano l’occasione con Civilleri (sostituto del capitano) e Tempesti, in campo al posto di Gioè. Senza Deiola, in mezzo è sceso in campo Vitale, formando con Gargiulo e Konate una buona cerniera per la difesa che si è trovata spesso a combattere tre contro tre con Argeri, Falconieri e Guidone. Dalla cintola in su, il gioco dei pontaegolesi è stato fluido, difficilmente banale e praticamente sempre con palla a terra. Uno sviluppo di manovra che si è visto anche in altre occasioni, specie in assenza di Colombo, sul quale di solito si catalizzano i palloni lunghi quando la difesa è in affanno. Un punto di riferimento psicologico che, quando non c'è obbliga tutti a ragionare un po' di più.
Serrotti che non t'aspetti. Semmai i problemi sono arrivati da due amnesie difensive che hanno permesso al Santarcangelo di rimanere sempre in partita, facendo vivere ad Alvini e a tutto il clan neroverde un ultimo quarto d’ora di gara in completa apnea. Senza gli errori commessi dopo il gol di Civilleri su rigore nel primo tempo (decretato per atterramento di Zanchi da parte di Taugourdeau) e dopo il raddoppio di Gelli (entrato da una manciata di secondi), il Tuttocuoio avrebbe vissuto una serata molto più tranquilla. Invece, prima una dormita generale su un corner ha permesso a Falconieri di calciare da terra, all’interno dell’area piccola, trovando l’1-1, poi una posizione errata di Falivena e Colombini ha consentito a Graziani di calciare in diagonale il 2-2. Un risultato che poteva anche bastare alla squadra di Alvini in base al vecchio adagio, figlio del calcio d’altri tempi, ma sempre consigliabile, che è meglio un pari per muovere la classifica che tornare a casa a mani vuote. Il tecnico fucecchiese, però, è refrattario alla tradizione e ha spinto i suoi alla ricerca dei tre punti scaccia-crisi. Così, il Santarcangelo è stato costretto all’errore, ritrovandosi uno contro uno su un traversone da sinistra di Tempesti. Serrotti, come detto, ha centrato il bersaglio con la complicità del portiere, dimostrando di poter essere l'uomo in più per un finale di campionato col coltello fra i denti. Lo stesso spirito che i neroverdi hanno dimostrato nell'ultimo scorcio di gara con i locali all'arrembaggio e i ragazzi di Alvini a difesa del fortino, inviolato questa volta anche grazie a due interventi salva-risultato di Balde.
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