La protesta
Con l’Ascoli divario fatto... di 11 metri
Dal dischetto è maturato il divario tra Ascoli e Pisa, ora di 7 lunghezze col rinvio del match dei nerazzurri a Reggio Emilia. Il team marchigiano con 3 rigori ha costruito il tris di successi che l’...
Dal dischetto è maturato il divario tra Ascoli e Pisa, ora di 7 lunghezze col rinvio del match dei nerazzurri a Reggio Emilia. Il team marchigiano con 3 rigori ha costruito il tris di successi che l’ha riportato in orbita dopo il ko (3-0) all’Aquila. Invece con 2 massime punizioni (una fallita da Arma col Forlì e l’altra da Arrighini a Gubbio) gli uomini di Braglia probabilmente hanno polverizzato 5 punti, tanti quanti sarebbero bastati per detenere virtualmente la vetta in attesa del recupero in Emilia. Il momento d’oro dell’Ascoli a livello di risultati nasconde però ombre e punti deboli su cui si può impostare la riscossa. Nel rotondo 4-1 di tre settimane fa degli uomini di Petrone al Tuttocuoio, decisivo un tiro dagli 11 metri, trasformato da Altinier a inizio secondo tempo, dopo che i neroverdi si erano portati sull’1-1. Ancora un rigore tra polemiche e trasformato dal centravanti bianconero, ha permesso il sorpasso dopo la rimonta a San Marino. Così come domenica contro la Spal. Se anche l’Ascoli, come il Pisa, avesse fallito due rigori, la lepre del girone sarebbe il Teramo, a +4 dai nerazzurri. Alcune cifre però sono più incoraggianti: l’Ascoli nelle ultime 6 giornate ha subìto 10 reti, ossia nell’ultimo quarto di campionato ha raddoppiato i gol al passivo. Diverso il bilancio dell’attacco: bianconeri a 15 gol nelle 6 gare del 2015, in media oltre 2 a partita. Per il Pisa 5 in altrettante partite.
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