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Dalla paura alla gloria la rinascita di Cesaretti

Dalla paura alla gloria la rinascita di Cesaretti

Si era infortunato col Santarcangelo, poi sembrava lo volesse il Barletta Contro l’Ancona ha firmato tre gol prendendo la maglia che era di Luigi Grassi

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PONTEDERA. Mani al cielo, occhi pieni di gioia e la bocca spalancata per urlare a tutti che il Pontedera c’è ancora. Dopo la paura per lo scontro di gioco per il quale rischiò di soffocare contro il Santarcangelo, eccolo in tutto il suo splendore.

Non si è affatto annientato, come qualcuno poteva pensare, con la partenza di Andrea Caponi e Luigi Grassi. Christian Cesaretti ha corso sulla pista d’atletica dello stadio Mannucci per tre volte sabato scorso contro l’Ancona. Un tris di reti come mai gli era riuscito in carriera. Dietro di lui i compagni ad abbracciarlo.

La reazione del gruppo dopo le numerose partenze ha coinciso con la rinascita dell’attaccante ex Frosinone. Il suo arrivo in estate aveva fatto sognare i tifosi, ma le aspettative si erano presto infrante nel rendimento del giocatore. Mister Paolo Indiani, dopo l’infortunio di Scardina nel secondo match di campionato, aveva deciso di puntare su Cesaretti come terminale offensivo, consapevole del sacrificio che stava chiedendo a un giocatore che mai aveva ricoperto quel ruolo. Risultato disastroso: prestazioni incolore, fatica ad entrare nel vivo del gioco, nervosismo. Fino alla chiamata dell’Ascoli, che ha convinto Grassi e il Pontedera in mezza giornata. Via “Gigio”. Il 10 tocca a Cesaretti, finalmente libero di svariare alle spalle di Libertazzi. Corsa, dribbling, gol. Il brutto anattrocolo in 90’ diventa cigno e incanta la platea.

Il periodo nero è alle spalle, ma quanto è stato difficile fare la prima punta?

«Sono stati momenti complicati. Non riuscivo ad esprimermi e sentivo che stavo giocando in un ruolo non mio. Al mister ha chiesto di non farmi partire titolare ma di inserirmi a partita in corso se ce ne fosse stato bisogno: non potevo giocare da punto di riferimento, sapendo che dopo 60’ sarei stato sostituito per non essere riuscito a incidere».

Ora Cesaretti sembra aver trovato l’habitat ideale in cui esprimersi. È così?

«Ho già fatto il trequartista in passato, anche se a supporto di due attaccanti e non di uno come è capitato sabato. Mi piace trovarmi gli spazi da solo, correre in lungo e in largo. In queste condizioni riesco a dare il meglio di me».

Stop, rapidità e tiro chirurgico improvviso. La rete del 4-1 ha mandato in estasi il pubblico. Cosa ha provato nel vedere il pallone insaccarsi all’incrocio dei pali?

«Un’emozione unica. Non mi era mai capitato di segnare 3 gol nella stessa partita. La notte non ho dormito, faticavo a crederci. Ho ricevuto un messaggio anche da Daniel Ciofani (attaccante del Frosinone ex compagno di Cesaretti), che si è complimentato. È stato strano, di solito sono io che mi congratulo con lui per i gol».

Christian Cesaretti dopo l’addio di Grassi si sente maggiormente responsabilizzato?

«Sono sereno e pronto a dare il massimo con la maglia del Pontedera. Segnare mi ha tranquillizzato e stimolato. Proverò a fare la giocata, giocherò con una mentalità diversa. Con meno paura di sbagliare».

Eppure il mercato invernale ha rischiato di portarla a giocare lontano.

«Al Barletta ho detto io di no. Mia moglie fra due mesi partorirà e non me la sono sentita di accettare. Avrei dovuto trasferirmi troppo lontano da casa. Sicuramente se Grassi fosse rimasto mi sarei guardato intorno, ma ora è inutile parlarne. Sono un giocatore del Pontedera e sono contento di esserlo».

Mancano 13-14 punti all’obiettivo salvezza. L’affiatamento visto contro l’Ancona fa ben sperare. Lei che ne dice?

«Dobbiamo ragionare di partita in partita. A piccoli passi, senza commettere l’errore di voler strafare. Raggiungiamo l’obiettivo il prima possibile e poi ci divertiamo».

Anche perché a soli 6 punti c’è la zona playoff. Un pensierino ce lo ha fatto?

«No. Prima la permanenza in categoria. Poi vedremo, mancano ancora molte partite».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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