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Grassi sceglie Ascoli addio sogni granata

Grassi sceglie Ascoli addio sogni granata

Ingaggio sostanzioso e il Pontedera incassa 100mila euro

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PONTEDERA. La notizia ha cominciato a circolare intorno alle 13 di ieri. Poco dopo è ufficiale: Luigi Grassi saluta il Pontedera. Vestirà la maglia dell’Ascoli. L’affare è stato chiuso dal direttore generale granata Paolo Giovannini: nelle casse del Pontedera finiranno circa 100mila euro. Per l’ormai ex fantasista granata un contratto faraonico: si parla di 120mila euro a stagione. Cifre contro le quali il Pontedera non ha potuto combattere.

All’offerta arrivata dalle Marche Grassi non ha resistito e ha bussato alla porta di Giovannini. «Ha chiesto di andare via. Quando aveva 17 anni fui io a fargli firmare il primo contratto da professionista, il rapporto che ci lega è unico. Ho assecondato la sua richiesta: il Pontedera comunque ha monetizzato la cessione, non ha svenduto il giocatore».

Si rinforza dunque la capolista del girone B di Legapro. E lo fa con uno dei protagonisti assoluti degli ultimi anni del calcio pontederese. Anche la Salernitana in passato ha fatto di tutto pur di accaparrarsi il garfagnino classe ’83: prima, nella stagione 2013-14, l’acquisto dal Pontedera, seguito dal ritorno in Valdera con la formula del prestito dopo soltanto un mese di allenamenti in Campania. Poi, 7 mesi fa, stesso copione e cessione a titolo definitivo alla corte di Indiani, voluta proprio da Grassi.

La firma sul contratto fino al 2016 aveva fatto tirare un sospiro di sollievi ai tifosi. Niente sembrava poter mettere ancora in discussione la permanenza di “Gigio”, come lo chiamano gli sportivi, nella città della Piaggio. Invece no. La telefonata del direttore generale dell’Ascoli Gianni Lovato ha cambiato totalmente le carte in tavola. «Non volevo cedere Grassi. Si era fatto avanti anche l’Arezzo nei giorni scorsi. Erano disposti a pagare una cifra maggiore rispetto all’Ascoli: ma il mio no è stato secco. Se però è il ragazzo a chiedermi di andare via io non posso farci niente», spiega ancora Paolo Giovannini, che ora ha meno di due settimane per trovare un sostituto.

«Lo stipendio che percepiva Grassi verrà interamente reinvestito. Arriverà un attaccante, di seconde punte abbiamo già Cesaretti e Disanto». Lo volontà quindi è chiara: sfruttare il tesoretto accumulato con la cessione di Luigi Grassi, acquistando un elemento di spessore, in grado di impreziosire il reparto offensivo. Con caratteristiche diverse da Grassi: più uomo d’area di rigore e meno rifinitore. Per i nomi è ancora troppo presto.

«In ogni caso, anche se acquistassimo un giocatore in tempi record, non ce la farebbe a essere in campo domani contro l’Ancona. Sto valutando diverse soluzioni». Intanto l’armadietto che fino a pochi giorni fa ospitava gli oggetti personali del capocannoniere stagionale granata (8 reti messe a segno in 19 incontri) resta vuoto all’interno dello spogliatoio del Mannucci. Fuori i tifosi commentano amareggiati: l’incredulità blocca in gola le parole. Tra i compagni di squadra c’è chi prova a comprendere. «In questi anni abbiamo fatto cose fantastiche. Le luci dei riflettori si sono accese sulle nostre pedine più importanti ed è normale che per loro siano arrivate offerte allettanti». A parlare è Federico Vettori, al momento il giocatore più esperto della rosa del Pontedera con i suoi 33 anni, fresco di rinnovo del contratto fino al 2016. «Dispiace sempre salutare un compagno ma noi abbiamo una salvezza da conquistare e ce la faremo. In questo momento abbiamo bisogno del calore della gente, di uno stadio pieno che ci aiuti a fare punti».

Il 31 luglio scorso era arrivato a sorpresa a bordo di una Vespa alla presentazione della squadra, scatenando i cori degli ultras assiepati sulla scalinata della chiesa del Ss.Crocifisso. Capigliatura disordinata, aria spensierata e un sorriso stampato in faccia. Da Salerno era partito il giorno prima in treno, voglioso più che mai di esibirsi sul sintetico del Comunale. «Ora non ce lo tocca più nessuno», commentavano i tifosi in quella calda sera di luglio. Così non è stato. Nessun lieto fine. A far cambiare l’andamento delle cose ci hanno pensato i soldi messi sul tavolo dall’Ascoli. D’altronde i maggiori campionati europei, serie A compresa, insegnano: nel calcio le “bandiere” sono una razza in via di estinzione. C’è un altro treno da prendere per Grassi: questa volta però Pontedera è il punto di partenza. Direzione Ascoli.

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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