Sicurezza
Cesaretti sta bene e potrebbe tornare in campo già sabato
Dopo la paura, gli accertamenti in ospedale: per lui solo un ematoma alla schiena e una forte contrattura al collo
PONTEDERA. Un ematoma all’altezza dei polmoni e una forte contrattura al collo. Gli accertamenti medici di ieri pomeriggio escludono fratture sul corpo di Christian Cesaretti, l’attaccante granata protagonista martedì di un violento scontro di gioco nel match di Lega Pro tra Pontedera e Santarcangelo. Al 58’ il centravanti ex Frosinone, al termine di una cavalcata verso la porta avversaria, è caduto a terra sbattendo sulle gambe del portiere Nardi. Una mano alzata a chiamare l’aiuto dei compagni, difficoltà a respirare e la prontezza del compagno di squadra Grassi che ha evitato il peggio, tirandogli via dalla gola la lingua che stava per farlo soffocare.
Dopo una notte di riposo, Cesaretti si è recato all’ospedale Lotti di Pontedera per gli accertamenti. Ad accompagnarlo il medico sociale Ezio Giunti e il massaggiatore Ivano Andreucci. Le risposte sono arrivate soltanto nel tardo pomeriggio e sono state accolte con un sospiro di sollievo dallo staff granata. «Christian sta bene. Ha riportato soltanto un ematoma nel punto in cui è avvenuto il contatto col portiere e una contrattura al collo. Non ci sono fratture – ha dichiarato il direttore generale Paolo Giovannini – o altre complicazioni, anche se in questi casi eventuali ulteriori dolori possono emergere fino a 48 ore di distanza dall’incidente».
Niente di rotto, dunque, ed è questo l’importante. Sia per la salute del ragazzo che per il Pontedera, che sabato alle 17 affronta la Spal al Mannucci. «Se ci sarà o meno dipende soprattutto da lui. Ha svariati piccoli fastidi in più zone del tronco, ma niente di grave. Nel caso in cui se la sentisse verrà preso in considerazione da mister Paolo Indiani, altrimenti il suo periodo di riposo si prolungherà».
Con l’ipotetico forfait di Cesaretti sarebbe piena emergenza in attacco: il reparto offensivo, infatti, sarà già orfano di Luigi Grassi, ammonito col Santarcangelo in regime di diffida e squalificato per un turno.
A proposito di Grassi, il bomber granata è tornato a parlare di quanto accaduto a Cesaretti. «Il mio gesto – ha detto – vale molto più di un gol o di un capolavoro su punizione. Mi sono fatto guidare dall'istinto».
Gigio Grassi è balzato stavolta agli onori della cronaca non per un gol (in questa stagione ne ha già segnati 8) o una delle sue magiche punizioni, ma per aver soccorso il suo compagno di squadra. Amici solo da questa stagione, ma con un passato con la maglia rossonera della Lucchesse.
«Nessun corso alla Misericordia o Croce Verde – riprende Grassi –, mi sono fidato solo del mio istinto. Magari qualcosa ho imparato dai medici dello staff granata, li ascolto sempre quando mi curano. Ho visto Cesaretti a terra con il braccio alzato. Pensavo stesse protestando per chiedere rigore e invece non stava respirando. Mi sono avvicinato e sono riuscito ad aiutarlo. Poi, sono intervenuti i medici. Cesaretti è uscito spaventato ma senza gravi conseguenze, tanto che non è stato necessario portarlo in ospedale».
Per Cesaretti l’accaduto è destinato a rimanere solo un brutto ricordo. «Sto bene – dice –, ho ancora un po’ di dolore alla schiena. Ricordo una botta tremenda sul dietro e alla testa. Ma non ho perso conoscenza. Sono stati momenti di panico, ma non sono stato in pericolo di vita. Non fatemi passare per un resuscitato.Adesso io e Gigio andremo a cena e ci scherzeremo sopra».
Tommaso Silvi
Nicola Nucci
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