Sicurezza
Pontedera, prime crepe ko anche col nuovo modulo
I gol non arrivano nemmeno con il 4-3-1-2 sperimentato da Indiani dall’inizio Al “Mannucci” passa il Santarcangelo, per i granata solo due punti in 4 partite
PONTEDERA. Il 2015 apre la prima crepa nella stagione del Pontedera. Perché se la sconfitta casalinga contro il Teramo poteva essere bollata come figlia della sfortuna, la seconda consecutiva contro il Santarcangelo non ammette repliche. Oltre alla volontà si è visto davvero poco.
Indiani ha provato per la prima volta il 4-3-2-1 dall'inizio, ma neanche con il cambio di modulo i granata riescono a cambiare passo in attacco. E senza gol ovviamente non arrivano nemmeno i punti. Rivoltando la calza esce solo carbone da questa Epifania. E la classifica inizia a risentirne.
Dopo la vittoria del 29 novembre col Forlì Caponi e compagni hanno raccolto solo 2 punti in 4 partite. Il girone di andata chiuso a 26 punti non fa dormire sonni tranquilli. I playout sono appena a 4 lunghezze e ora è davvero tempo di guardarsi alle spalle.
«Ma io non ho mai guardato avanti – premette Indiani –. In classifica mi sono sempre preoccupato di chi sta dietro e continuerò a farlo. Il girone di ritorno sarà ancora più difficile dell'andata, non siamo assolutamente salvi come pensa qualcuno. Dobbiamo ancora lottare e sarà durissima. Questa partita ci ha confermato una cosa: chi pensava che squadre come Santarcangelo e Pro Piacenza fossero finite si sbaglia di grosso. La lotta per non retrocedere sarà durissima e noi dobbiamo stare con i piedi per terra se vogliamo evitare brutte sorprese».
Anno nuovo, modulo nuovo. Durante le feste il tecnico di Certaldo ha provato ad allestire un nuovo albero di Natale. Il Pontedera si presenta in campo con un 4-3-2-1 dove Grassi e Cesaretti agiscono a supporto di Della Latta. Ma oltre a qualche pallone toccato di testa l'ex Viareggio non riesce a incidere nel nuovo ruolo. Rispetto al 3-5-2 i granata mostrano qualche colpo più interessante dal punto di vista offensivo. Ma soffrono terribilmente in fase di non possesso. Quando il Santarcangelo avanza palla al piede sono dolori e la distanza tra i reparti sembra una voragine che si apre davanti alle sgroppate di Ballardini e Pedrabissi. Di fronte alla moria di occasioni quella più clamorosa la costruisce comunque il Pontedera, quando alla mezz'ora Grassi stampa sulla traversa un sinistro da fuori area. Per lui è il settimo legno colpito nel girone di andata. In quanto a fortuna quello di ritorno può andare decisamente meglio. Cesaretti, che paura. Il brivido al “Mannucci” non arriva per un'azione di gioco. Lo stadio si ammutolisce quando Cesaretti rimane a terra privo di sensi dopo un contrasto in area di rigore. L'attaccante non riesce a respirare e istintivamente il compagno Grassi gli toglie la lingua dalla gola. Alla fine solo tanta paura. Per Cesaretti non c'è bisogno del ricovero in ospedale. Indiani è comunque costretto a cambiare e in attacco fa esordire il nuovo arrivato Libertazzi. Ma il gioiellino torinese è ancora lontano dalla forma migliore.
Finale da carbone. Il ritmo del Pontedera cresce, ma la beffa arriva in contropiede. A 10' dalla fine una discesa di Ballardini libera al tiro Graziani, che gela il Mannucci regalando la prima vittoria esterna in campionato e tre punti vitali al Santarcangelo. Il Pontedera non svolta nemmeno con l'ingresso di Luperini e Disanto e il ritorno al fidato 3-5-2. «Ma non incolpo il nuovo modulo – commenta Indiani – anzi, abbiamo preso gol quando sono tornato al vecchio. Dovevamo comunque essere più pericolosi, speravo di produrre di più in attacco. Purtroppo dopo l'episodio di Cesaretti la partita ha girato male, siamo stati costretti a giocare con due attaccanti centrali». Alla fine è carbone per tutti. Anche per l'arbitro. «Secondo me su Cesaretti e Grassi c'erano due rigori che l'arbitro invece ci ha fischiato contro – commenta il tecnico – e c'era un fallo su Redolfi nell'azione del gol. Spero proprio di sbagliarmi, altrimenti mi sentirei danneggiato».
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