Sicurezza
le pagelle di tommaso silvi
6 CARDELLI Ricci ha salutato i compagni e se ne è andato alla Pistoiese. Ora è lui il titolare. I romagnoli lo impegnano poco. Bene nel primo tempo sul tentativo da fuori di Graziani smanacciato in...
6 CARDELLI Ricci ha salutato i compagni e se ne è andato alla Pistoiese. Ora è lui il titolare. I romagnoli lo impegnano poco. Bene nel primo tempo sul tentativo da fuori di Graziani smanacciato in corner e sicuro negli interventi di ordinaria amministrazione. Sul gol non può niente: Graziani lo trafigge da distanza ravvicinata.
5 GALLI Cambia il modulo del Pontedera e i compiti sono diversi. Nel 4-3-2-1 sfoderato nel giorno dell’Epifania l’esterno granata agisce da puro terzino, arretrando leggermente la posizione rispetto al consueto 3-5-2. In fase di impostazione è impreciso e dal fondo i cross sono spesso comoda preda di Nardi.
5 GASBARRO Se Galli era comunque abituato a scorrazzare sulla fascia, il prodotto del settore giovanile del Livorno finora si era sempre occupato di tenere a bada gli attaccanti avversari. Lo si vede quando c’è da sfornare traversoni nel cuore dell’area di rigore. Impegno tanto ma contributo insufficiente.
5.5 SETTEMBRINI Si dà un gran da fare ma sembra perdersi nel suo stesso dinamismo. Frettoloso, confuso, il centrocampista ex Poggibonsi non riesce a incidere, faticando anche in fase di copertura. Cuore e pomoni non gli mancano e lo dimostra rincorrendo tutti. Da lui però ci si aspetta qualcosa in più.
6.5 VETTORI Graziani e Guidone bussano più volte ma trovano sempre la porta chiusa dalle parti del numero 5. Nel gioco aereo non c’è confronto e se il pallone viaggia a terra il discorso non cambia. Il gol arriva da una giocata rapida di Guidone e Graziani, che al primo pertugio concesso castigano senza pietà.
6 REDOLFI A fine partita Paolo Indiani reclama un fallo sul suo difensore nell’occasione della rete ospite. Difficile valutare dalla tribuna. Decisamente più evidente invece la buona prova offerta dal centrale classe ’94, che se la cava bene guidato passo dopo passo dall’esperto compagno di reparto Vettori. 82’ SV DISANTO.
5.5 BARTOLOMEI Supporta capitan Caponi nel settore destro della mediana. Sarà il cambio di assetto. Sarà che dopo le feste deve ancora ritrovare il passo migliore. Ma la sua prestazione è al di sotto degli standard stagionali. Si affida svariate volte al tiro da fuori ma non è giornata.
6 CAPONI Prende posto in mezzo al campo, con la fascia di capitano al braccio, nonostante la febbre gli abbia impedito di allenarsi negli ultimi giorni. Non è brillante come al solito, ma c’era da aspettarselo. Il virus influenzale però non ha scalfito lo spirito da leader. Si batte per 95’ e al fischio finale si piega stremato sulle gambe.
5.5 DELLA LATTA Chiedere a un centrocampista di fare la prima punta si può. Pretendere che svolga il compito in maniera efficace invece no. Attaccanti si nasce e il massiccio 21enne viareggino non è tagliato per stare lassù. Dal 74’ sv LUPERINI.
10 GRASSI Passaggi e giocate per una volta passano in secondo piano. Il fantasista del Pontedera la sua magia la compie salvando la vita a Cesaretti. Il tempo di udire la richiesta d’aiuto e poi quel gesto istintivo, che estrae la lingua dalla gola del compagno. Colpisce anche una traversa al 30’ con un missile da 30 metri. Niente in confronto alla prontezza e al sangue freddo dimostrati in un pomeriggio che ha rischiato di essere ricordato tragicamente.
6 CESARETTI Per la prima volta in stagione viene impiegato come esterno d’attacco. Dà vitalità alla manovra offensiva e cerca spesso l’uno contro uno: sintomo di un giocatore che crede di poter dare ancora molto alla causa granata. Lo scontro con Nardi lo costringe a uscire in barella. Poco dopo si avvierà negli spogliatoi accompagnato dal medico sociale Ezio Giunti, sommerso dagli applausi del pubblico del Mannucci. La prestazione non c’entra. Quel che conta è vederlo cosciente dopo attimi di terrore. 61’ 5.5 LIBERTAZZI Potrebbe bagnare l’esordio con il gol del pari. O con un assist. Ma al 68’ sceglie una via di mezzo che consegna il pallone sui piedi degli avversari. Da agosto il Novara lo aveva impiegato soltanto 10 minuti in Coppa Italia: non ha il ritmo partita, ma lo troverà.
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