Sicurezza
Cesaretti ha ritrovato il suo habitat
Un’altra grande intuizione del tecnico Indiani la nuova posizione del numero 9. Trattative ben avviate per Libertazzi
PONTEDERA. Questione di habitat. Di spazi, di posizione. Tutto sta nel trovare il luogo ideale, quello che favorisce l’ispirazione e si addice alle proprie caratteristiche. Perché un pappagallo esotico difficilmente resisterà al freddo del nord Europa. Finirebbe per perdere vitalità, riducendo i movimenti prima dell’inevitabile ultimo respiro. Nel calcio come nella vita è importante capire quale sia il proprio habitat naturale.
L’esempio pratico della metafora applicata al rettangolo di gioco è Christian Cesaretti, acquistato in estate dal Pontedera per sostituire il “golden boy” Arrighini. Lassù, di fronte al portiere avversario. È lì che la società immagina di vedere schierato l’attaccante arrivato dal Frosinone. Ma Christian non è fatto per quel ruolo e si capisce subito. Paolo Indiani però perde Scardina dopo due giornate: le scelte diventano obbligate.
Il numero 9 tocca a Cesaretti: 15 partite vissute a tratti con insofferenza, in un ambiente che non è il suo. Il tecnico allora in una settimana prima dichiara che qualcosa in attacco va ritoccato e successivamente pesca dal personale e stracolmo bagaglio d’esperienza. Della Latta, centrocampista dal fisico statuario e letale nel gioco aereo, spostato in avanti. E Cesaretti arretrato, con maggiore possibilità di svariare intorno a Grassi.
È il secondo tempo del match col Forlì: 0-1 il parziale, 2-1 il finale. Christian sigla il pari e porta i suoi alla vittoria. In Coppa Italia Lega Pro contro il Pisa il copione si ripete, ancora nei secondi 45’. Da 0-1 a 3-1. Cesaretti: due assist. L’oggetto del mistero a poco a poco sta uscendo dal cellofan col quale era stato imballato in Ciociaria prima di essere spedito al Mannucci. Piacevole sorpresa da una parte, ma assordante campanello d’allarme dall’altra. È evidente, infatti, che al Pontedera manca un uomo d’area. Un centravanti vecchio stampo tutto fisico e rabbia.
Paolo Giovannini lo ha capito da tempo si è mosso in maniera concreta. A darne conferma è Gianluca Libertazzi, fratello e procuratore di Alberto Libertazzi, classe ’92 in comproprietà tra Juventus (con la quale ha anche esordito in serie A) e Novara, formazione in cui milita attualmente nel girone A di Lega Pro. «Ho parlato più volte in questo periodo con Paolo Giovannini e l’impressione è positiva. Confermo che Pontedera potrebbe essere una soluzione concreta per il giocatore». Oltre 1,80 di altezza e una gran voglia di rilanciarsi. Il mix potrebbe essere esplosivo nel caso in cui l’arrivo in granata diventasse realtà. «Alberto non ha saltato un allenamento da luglio – rivela il procuratore – ed è in perfetta forma fisica. Alcuni infortuni ne hanno compromesso l’ascesa negli ultimi anni e ora ha intenzione di rimettersi in gioco».
Il mercato aprirà il1° gennaio ma i primi contatti hanno dato esito confortante. «Siamo fiduciosi e contenti. Pontedera è una piccola realtà ma sta dimostrando di saper lavorare alla grande grazie a due intenditori come Paolo Indiani e Paolo Giovannini. Saremmo contenti – chiude l’agente - di venire a Pontedera».
Non resta che aspettare. Libertazzi e Cesaretti: ognuno nel proprio habitat naturale.
Tommaso Silvi
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