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Colombini: «Quei tre compagni che tengono su lo spogliatoio»

Colombini: «Quei tre compagni che tengono su lo spogliatoio»

PONTE A EGOLA. Borsa in spalla, un saluto alla nonna, pontaegolese doc, che gli ha preparato il pranzo e via all’allenamento. Il protagonista non è un bambino della Scuola calcio, ma Francesco...

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PONTE A EGOLA. Borsa in spalla, un saluto alla nonna, pontaegolese doc, che gli ha preparato il pranzo e via all’allenamento. Il protagonista non è un bambino della Scuola calcio, ma Francesco Colombini, centrale difensivo del Tuttocuoio. Un ragazzone alto 1,90, con folta barba. Dietro al fisico statuario però si nasconde un appassionato di letteratura: lontano dalla stereotipo del calciatore. Francesco si trasforma con gli scarpini e diventa grintoso e combattivo.

Da 5 anni ormai indossa la maglia neroverde e domenica, nel match contro L’Aquila, ha sfiorato la rete più importante della storia della squadra di Ponte a Egola. Quella della vittoria, che l’avrebbe proiettato con i compagni in testa al girone B di Lega Pro in coabitazione col Pisa. Impresa notevole per una matricola.

«La palla è arrivata in area e dopo un batti e ribatti l’ho messa in rete, ma l’arbitro ha annullato il gol per un presunto fallo di Colombo». Ripercorre l’azione Colombini e tira fuori tutta la sua lucidità parlando dell’avvio sprint del Tuttocuoio: «Siamo partiti bene, ma non dobbiamo mollare. Nello spogliatoio ci pensano Falivena, Colombo e Serrotti a mantenere alta la concentrazione, oltre a mister Alvini».

Il tecnico dei miracoli, come lo chiamano nel piccolo paese del Valdarno, viste le 6 promozioni ottenute: dalla Promozione alla Lega Pro. In due di queste c’è lo zampino di Francesco, arrivato al Tuttocuoio dopo l’esperienza nel settore giovanile del Forcoli. Alla domanda sulla Pistoiese, prossimo avversario in campionato, Francesco risponde: «A Ponte a Egola è molto sentita come sfida. Nel campionato 2011-12 in serie D tutti ci davano per spacciati al termine del girone d’andata, ma a dicembre la società acquistò alcuni giocatori, tra cui Corrado Colombo, e ci salvammo con un paio di giornate d’anticipo. La partita della svolta fu proprio contro la Pistoiese. Da li cominciammo a macinare punti fino alla salvezza finale. Era il mio primo anno con i “grandi” e me lo ricordo benissimo».

Ha soltanto 21 anni ma di storie è già in grado di raccontarne molte. Ora non corre più sull’erba del Leporaia ma sul sintetico di Pontedera. Francesco Colombini la scalata del Tuttocuoio l’ha vissuta sulla pelle. Ma senza montarsi la testa. Perché lui all’allenamento, come da bambino, va ancora a piedi, con la borsa sulle spalle.

Tommaso Silvi

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