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Pontedera

Giovinco-Morrone Pisa, la prima fuga

di Antonio Scuglia
Giovinco-Morrone Pisa, la prima fuga

Una prova prepotente al Bacigalupo: primato solitario

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PISA. «Quando non ci hanno ripescato in B, i ragazzi mi hanno detto: direttore, guardi che lei ci ha preso per vincere il campionato di C, non per essere ripescati. Bene: Pisa è una piazza che con la serie C non c’entra niente». Il Dg Pino Vitale non guarda la classifica ma lancia un messaggio importante dopo il blitz di Savona che vale il primato solitario, visti i pareggi del Pontedera (sfortunato) e dell’Ascoli (beffato dal San Marino che ha pareggiato al 94’).

Braglia incontentabile. «Siamo contenti della prestazione, - dice il coach, - ma sabato torniamo in campo infatti cerchiamo di rientrare velocemente per poi preparare la Reggiana». Vietato festeggiare troppo a lungo.

E’ dolce la notte di Savona, e questa pesante vittoria cancella sul piano sportivo la tristezza - che rimane intatta sul piano umano - per l’infortunio del promettentissimo Filippo Costa: dovrà essere operato per una frattura da stress al piede (è stato già visitato dal professor Castellacci, medico della Nazionale) e tornerà in campo solo poco prima di Natale.

Giovinco spaccapartita. Si sapeva che non sarebbe stato facile avere ragione del Savona, su un campo che negli ultimi due anni è stato quasi un tabù per chiunque, e nel primo tempo i biancoblu liguri hanno retto bene il colpo ed anzi hanno costruito due palle gol molto nitide, così come il Pisa. Ma nella ripresa Braglia ha tirato fuori l’asso che teneva nascosto nella manica: Beppe Giovinco. Che al 24’ si è inventato un contropiede di 50 metri, guadagnandosi la punizione dalla lunga distanza che lui stesso ha battuto con un destro maligno: Pennesi sorpreso, Savona al tappeto. E la squadra di Di Napoli non si è rialzata, perché 3 minuti dopo lo stesso Giovinco ha battuto da sinistra un corner teso a mezza altezza sul primo palo, dove si era appostato Morrone che di tacco ha alzato la palla verso la porta: Arma l’ha spinta dentro anticipando un difensore, ma la palla, dicono i giocatori, aveva già varcato la linea.

Napoli falso “tres”. Guardiola nel Barcellona inventò Messi “falso nueve”, Braglia ieri ha messo in campo un Napoli “falso tres” al posto dello sfortunato Costa. Napoli, che è nato centravanti nelle giovanili dell’Inter (e tale è rimasto anche al Prato sino a 16 mesi fa), riconvertito prima in esterno d’attacco, ieri ha fatto addirittura il quinto da sinistra nel 3-5-2 . Oltretutto correndo da terzino vero.

Moduli e novità. Pisa in campo con il 3-5-2 e con molte novità, a partire dal rientro fra i pali di Pelagotti dopo la squalifica, mentre Moschin, titolare domenica scorsa, va in tribuna insieme a Frediani. Resta immutata solo la difesa con Rozzio, Paci e Sini, mentre a centrocampo i due esterni sono Pellegrini a destra e Napoli a sinistra; in attacco il compagno di reparto di Arma è Gyasi, al suo esordio in campionato.

4-2-3-1 il modulo del Savona, con tre veloci trequartisti alle spalle dell'unica punta, l'ex pisano Scappini. Il terzino sinistro è Marco Speranza, il Primavera del Milan che l'anno scorso fu tesserato dal Pisa ma scappò prima di una partita di Coppa a inizio stagione e non fu mai più rivisto in città Rimasto fermo per quasi un anno, in questa stagione è approdato in Liguria. Indovinata, nel primo tempo la mossa del coach locale Di Napoli di mettere De Martis vicino a Pellegrini affinché dia una mano allo stesso Speranza nel contenere le sgroppate dell'esterno pisano, il più pericoloso nel mettere al centro i cross tesi che hanno già portato a gol e ottime occasioni da rete nelel prime tre gare.

Un centinaio i tifosi nerazzurri sugli spalti del Bacigalupo, ma non sono i soli ad essersi recati a Savona, dove una trentina di ultrà della curva Nord sono rimasti fuori dallo stadio come di consueto nelle trasferte per protestare contro la Tessera del tifoso.

Gara a due volti. Non è facile costruire gioco sul terreno piuttosto sconnesso del Bacigalupo, dove i locali si trovano comunque meglio perché almeno… conoscono le buche. Il Pisa in effetti riesce a costruire qualche buona palla gol, ma continua a prestare troppo il fianco alle controffensive degli avversari come era già avvenuto a Rimini contro il Santarcangelo e anche nelle due gare vinte all'Arena. E nel primo tempo per due volte i biancoblù vanno davvero vicini al gol del vantaggio. Ma nella ripresa c’è una sola squadra in campo: il Pisa spinge e sgretola la muraglia avversaria, segna due reti e ne sfiora altrettante. Il finale è pura accademia: dopo il 2-0 di Morrone (o Arma?) non c’è più gara.

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