Sicurezza
«Sugli spalti senz’acqua e in uno sciame di vespe»
La protesta dei tifosi granata al ritorno dalla trasferta di Ancona. «Stadio in condizioni vergognose»
PONTEDERA. Doveva essere una delle trasferte più suggestive dell’intera stagione. Per una città di 28.000 abitanti come Pontedera, infatti, non capita spesso di giocare in uno stadio che soltanto 11 anni fa ospitava partite di serie A. Teatro inoltre di tre incontri della Nazionale e capace di accogliere al suo interno, record assoluto, 23.306 spettatori. Per i tifosi del Pontedera però la domenica sulla riviera adriatica è stata un vero e proprio incubo. Non bastava la sveglia all’alba per arrivare in tempo alla partita, in programma alle 12,30. E nemmeno la Tessera del Tifoso a decimare le presenze granata lontano dal “Mannucci”. I temerari che domenica hanno seguito l’undici di Indiani nella terza giornata del campionato di Lega Pro hanno dovuto fare i conti con un settore ospiti in condizioni disastrose. A raccontare i 90’ d’inferno vissuti al “Del Conero” è Francesco Paoli. «Il parcheggio del settore a noi riservato e il percorso per arrivare allo stadio facevano ben sperare in fatto di organizzazione. Anche l’atteggiamento degli steward ci ha sorpreso per gentilezza e cordialità». I giocatori si posizionano in campo. L’arbitro sta per fischiare. Comincia il match. Che abbia inizio lo spettacolo indecoroso sugli spalti. «Eravamo totalmente esposti al sole e la temperatura superava abbondantemente i 20 gradi. Dopo averci perquisito ci hanno impedito di portare acqua e panini dentro lo stadio. Volevamo bere: ma il bar del settore ospiti era chiuso. Soltanto dopo una contrattazione durata 40’ siamo riusciti a farci portare alcune bottiglie d’acqua». Ma non finisce qui. «Nei bagni le porte erano pericolanti, l’odore nauseante e non c’era acqua corrente. Sui gradoni poi volavano sciami di vespe, che ci hanno fatto compagnia per tutta la partita. Alcuni steward ci hanno detto che il settore non doveva essere aperto. Il sopralluogo della mattina non aveva rilevato gli estremi per l’apertura al pubblico. È vergognoso che uno stadio glorioso come quello di Ancona – conclude Paoli – sia ridotto in quelle condizioni».
Tommaso Silvi
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