Il Tirreno

Pontedera

Il tuttofare Colombo è il segreto neroverde

di Tommaso Silvi
Il tuttofare Colombo è il segreto neroverde

Tuttocuoio: il fiato e la generosità del capitano alla base del pari con l’Ascoli. «L’errore di Serrotti? Ci sta tutto»

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PONTE A EGOLA. Se si fosse messo i guanti e la maglia col numero 1 sulle spalle avrebbe potuto stabilire un record. Quello per il maggior numero di ruoli ricoperti in una sola partita. C’è tanto Corrado Colombo nel pareggio a reti inviolate del Tuttocuoio contro la capolista Ascoli. Il bomber ex serie A non ha segnato ma ha corso, ha combattuto, si è diviso in tutti i settori del campo. Ci voleva una super prestazione per fermare la truppa di Mario Petrone e Colombo ha risposto presente. Mister Massimiliano Alvini in settimana gli aveva chiesto fiato e generosità. «Sapevo che avrei dovuto fare una partita particolare, occupandomi più del solito della fase difensiva. Ci aspettavamo l’Ascoli con il 4-3-3 e avevamo studiato le giuste contromisure da adottare». Un’interpretazione tattica da manuale quella dei neroverdi, capaci di imbrigliare Perez e compagni mettendoli addirittura in difficoltà. E se Serrotti avesse realizzato il rigore alla mezz’ora l’ottima prova sarebbe salita di livello, diventando impresa. «Nel calcio è troppo facile parlare a posteriori. L’errore dal dischetto ci sta tutto: anch’io in questi anni ho fallito 4-5 volte dagli undici metri. Serrotti mi ha chiesto di calciare il rigore e gli ho dato il pallone. Il tiro era anche ben indirizzato – dice Colombo – è stato bravissimo Lanni ad arrivarci». Alla luce delle performances con Carrarese e Prato i 90’ minuti al limite della perfezione contro l’Ascoli possono valere come conferma per il Tuttocuoio? «Siamo soltanto alla terza giornata, non è tempo di bilanci definitivi. I conti si fanno a maggio. Sicuramente abbiamo fatto una buona partenza in campionato, ma questo deve servirci da stimolo per dare sempre di più». Prima una bella dose di carote. Poi un pizzico di bastone, per evitare cali di concentrazione. «Possiamo e dobbiamo migliorare in molte cose. Alcuni errori tecnici vanno corretti e i meccanismi devono essere oliati ancora. Un buon inizio – chiude il capitano del Tuttocuoio – non basta per mantenere la categoria».

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