Il dolore
Pisa, ripescaggio in una B a 24 squadre
È l’ipotesi che sarà sottoposta all’Alta Corte dei Coni dopo il ricorso. L’avvocato Paniz: «Spero prevalga il buonsenso»
PISA. «Siamo di fronte ad un giudizio in cui la discrezionalità della corte è totale in assenza di precedenti e regole precise. Quindi dovremo fare di tutto per far prevalere il buonsenso, buonsenso che porterebbe ad un accoglimento delle tesi del Pisa». A parlare è l’avvocato Maurizio Paniz che, insieme al collega Luca Miranda, e con la consulenza dell’avvocato Fabio Menichetti, rappresenteranno la società nerazzurra nel ricorso del prossimo 11 settembre al Collegio di Garanzia dello Sport, in funzione di Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni. Il ricorso sarà discusso dalla Quarta sezione, presieduta dall’avvocato romano Mario Sanino, ma potrebbe vedere anche la partecipazione del presidente dell’Alta Corte Franco Frattini: oltre ai legali del Pisa, ci saranno quelli della Lega, della Federazione e del Vicenza, quest’ultimo in qualità di contro-interessata.
Una storia strana. Il ripescaggio della ventiduesima squadra in serie B è avvenuto nell’ambito di una vicenda complessa e imprevedibile negli sviluppi e negli effetti. E’ su questo punto che fa leva la strategia del ricorso del Pisa, secondo il quale la famosa certificazione dell’impianto di illuminazione non era da allegare in sede di presentazione della domanda di ripescaggio. «Ci sono requisiti standard per partecipare ai diversi campionati professionistici legati alla potenza dell’illuminazione - ci spiega l’avvocato Paniz - quindi da applicare in un regime di normalità. Ma il ripescaggio della ventiduesima squadra in serie B è stato frutto di una riapertura anomala dell’intera vicenda. E quindi tale anomalia non poteva prevedere la presentazione di quella documentazione al momento della consegna della domanda. Ma, come detto, questa vicenda è a totale discrezione degli organi giudicanti. Saranno loro a decidere - insiste l’avvocato - quale peso far prevalere tra le due interpretazioni. Se prevarrà la questione dell’eccezionalità, il Pisa è in regola. Se invece prevarrà quella dell’applicazione delle regole di base, il ricorso sarà respinto».
Auspicio buonsenso. L’avvocato Paniz nella nostra conversazione ha più volte parlato di buonsenso che deve prevalere. E noi lo applichiamo anche per cercare di spiegare come mai solo il Vicenza, tra tutte le undici squadre che avevano presentato domanda di ripescaggio, avesse la certificazione dell’illuminazione. Da parte delle altre squadre era infatti impensabile mettere a norma l’impianto (e quindi spendere) in fase di presentazione della domanda, a maggior ragione per un ripescaggio anomalo. Logico era intervenire, ovviamente in tempi certi pena l’esclusione, una volta avuta certezza della serie B. Questo dice il buonsenso e questo si spera sia il pensiero dell’Alta Corte. E perché il Vicenza era in regola? Facciamo un’altra ipotesi. I biancorossi negli ultimi dieci anni sono stati ripescati in B tre volte, l’ultima nel 2012 dopo la retrocessione a tavolino del Lecce; si potrebbe quindi ipotizzare una maggiore confidenza con norme e, soprattutto, con i cavilli rispetto alle contendenti.
Serie B a 24 squadre. Ma torniamo al ricorso. In caso di accoglimento delle tesi del Pisa, sembra difficile (e anche tecnicamente complicato) pensare che i nerazzurri prendano il posto del Vicenza. Quindi il Coni potrebbe inserire il Pisa in B come ventitreesima squadra. Ma una precedente sentenza dell’Alta Corte, quella che ha aperto al ripescaggio, ha impedito che la B fosse con un numero di squadre dispari. «Per questo tra le ipotesi che sottoporremo all’esame della Corte - conclude l’avvocato Paniz - c’è anche quella di una B a 24 squadre, con il Pisa ed un’altra ripescata». In questo caso la ventiquattresima potrebbe essere la Juve Stabia che nella graduatoria di merito era dietro a nerazzurri e veneti.
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