Attenzione
Una sconfitta a tavolino da tre sponsor a zero
Maglie illibate: Geu, Ghibli e Biancoforno hanno abbandonato il Pontedera Paolo Boschi assicura: non ci riusciremo per l’esordio ma presto ne avremo altri
PONTEDERA. Negli ultimi tempi il Pontedera si è abituato a vincere. O nel peggiore dei casi almeno a convincere, come dimostra la partita di Cittadella. Ma alla vigilia del campionato la sconfitta arriva a livello di marketing. I granata infatti hanno perso tre sponsor della passata stagione. In Prima divisione i marchi di Geu, Ghibli e Biancoforno facevano bella mostra sulle casacche e addirittura sui pantaloncini dei giocatori. Ma con l'uscita della famiglia Lami e di Enrico Lenzi dalla società sono spariti anche gli sponsor. Da tre... a zero. Come una sconfitta a tavolino.
E pensare che per dare la giusta visibilità a tutte le aziende l'anno scorso il Pontedera aveva richiesto alla Figc d’inserire un terzo logo in stile Bundesliga sulla maglietta. In queste prime gare ufficiali di Tim Cup, Caponi & C. sono scesi in campo con una maglietta bianca immacolata. Insieme allo stemma della società solo il partner tecnico Givova.
Ma l'intenzione non è quella di emulare la Lazio o il vecchio Barcellona. Il presidente Paolo Boschi assicura che anche questa casella verrà riempita. «Ci stiamo lavorando – dice – e speriamo di risolvere tutto entro pochi giorni. Non so se per l'esordio in campionato ci riusciremo ma di sicuro comparirà sulle maglie entro le prime 2-3 giornate».
Secondo Boschi dal punto di vista tecnico il Pontedera non ha perso niente rispetto all'anno scorso. Casomai ha guadagnato qualcosa. «Possiamo contare su una panchina più lunga, come abbiamo visto nelle prime due partite».
Lorenzo Lazzerini
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